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Ivass: i rischi da r.c. sanitaria

L’Ivass ha reso noto che la raccolta premi per i rischi da r.c. sanitaria lo scorso anno è ammontata a 579 milioni di euro, in calo del 6,5 pct. Le compagnie straniere dominano sul mercato della sanità pubblica e quelle italiane su strutture private e personale sanitario.

Pubblicato il 28/10/2020

Quando abbiamo la necessità di usufruire di una struttura sanitaria, sia essa pubblica o privata, dobbiamo ricordarci che, per legge, i servizi che offrono sono assicurati. L’Ivass ha pubblicato il Bollettino Statistico su “I rischi da responsabilità civile sanitaria 2010-2019” per fare il punto della situazione, analizzare le caratteristiche delle compagnie e di come queste affrontano le coperture che ci fanno stare tranquilli come pazienti. 

-6,5% i premi nel 2019 

Nel 2019, si legge nel rapporto, la raccolta premi per i rischi da r.c. sanitaria ammonta a 579 milioni di euro, in calo del 6,5% annuo a causa della diminuzione dei premi (-14,7%) per le polizze sottoscritte dalle strutture sanitarie pubbliche. Queste ultime, infatti, ricorrono sempre più alla cosiddetta ‘auto- ritenzione del rischio’ (consentita in alternativa o ad integrazione della protezione assicurativa tradizionale), mentre la raccolta per i rischi delle strutture private e per quelli del personale sanitario è rimasta sostanzialmente stabile. 

Le strutture pubbliche assicurate più che dimezzate dal 2010

Nel 2019 sono risultate assicurate 581 strutture pubbliche, 6.757 strutture private e 309.116 unità di personale sanitario. Le strutture pubbliche, rispetto al 2018, sono diminuite del 5,1% in linea con il trend di lungo periodo che ha visto il loro numero diminuire di oltre la metà rispetto alle 1.426 unità del 2010. L’Ivass segnala inoltre che la mobilità assicurativa, che comporta in media effetti di riduzione del premio, nel quadriennio 2016-2019 ha interessato una percentuale compresa tra il 5 e il 7 per cento del personale sanitario. 

Le compagnie straniere dominano sul mercato della sanità pubblica

Nel Bollettino Statistico si precisa che le imprese con sede all’estero raccolgono la metà di questi premi e operano prevalentemente per la copertura dei rischi delle strutture pubbliche. Le imprese italiane, invece, sono maggiormente operative nei confronti delle strutture private e del personale sanitario: per queste unità di rischio raccolto rispettivamente il 72,6% e il 76,8% dei premi (mentre sul fronte delle strutture pubbliche ne raccolgono soltanto l’11,6%). 

Le coperture per colpa grave 

Discorso a parte per l’assicurazione per colpa grave che tutela il professionista sanitario. È una garanzia accessoria a quella per la r.c. sanitaria e può essere stipulata assieme a quest’ultima o da sola. Il personale operante a qualsiasi titolo presso una struttura sanitaria pubblica o privata è tenuto a tutelarsi con una polizza per colpa grave, a garanzia dell’azione di rivalsa promuovibile nei suoi confronti dalla struttura stessa o dall’impresa assicurativa che offre copertura a quest’ultima. Per il 2019 le imprese hanno segnalato circa 80mila unità di rischio e 13 milioni di premi per queste coperture, in aumento sul 2017-18. 

L’evoluzione delle denunce e dei risarcimenti 

Veniamo al punto delle denunce e dei risarcimenti: nel 2019 le compagnie hanno ricevuto 17.904 denunce, in diminuzione (–6,7%) rispetto al 2018 e in forte flessione (–42,9%) rispetto a quelle del 2010. Il fattore trainante di questo andamento è il calo delle denunce di sinistro dei contratti a copertura delle strutture pubbliche (–16,0% rispetto all’anno precedente e –67,7% rispetto al 2010). Alla fine del 2019 risulta senza seguito il 18,6% delle denunce ricevute nell’anno, quota in flessione rispetto a quella del 2018 alla fine dell’anno stesso (21,4%). A tutto lo scorso anno risultano 60.518 i sinistri (denunciati tra il 2010 e il 2019) risarciti a titolo definitivo dalle compagnie.

Ma non solo il personale sanitario è tenuto a cautelarsi rispetto ai possibili rischi che implica la sua delicata professione, è anche interesse di un paziente a entrare in una struttura coperta da una polizza sanitaria: soprattutto in questo periodo funestato dalla pandemia. A questo proposito Segugio.it, grazie alle sue dettagliate guide, ci spiega che questa polizza – per esempio - copre le spese non sostenute dal sistema sanitario nazionale in caso di malattia o infortunio.

A cura di: Fernando Mancini
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