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Italiani poco assicurati sul fronte salute

L'l’Italia è il Paese con la più alta incidenza di utilizzo dei risparmi familiari (circa il 90% rispetto a una media del 74%) per fronteggiare cure e spese mediche. Conseguenza della scarsa diffusione delle polizze che intervengono a tutela della salute.

Pubblicato il 19/07/2022
salute polizze

L’esperienza pandemica ha fatto crescere la sensibilità degli italiani verso l’ambito salute e diffuso la consapevolezza sui danni che possono derivare da eventi imprevedibili, ma il nostro Paese continua a registrare livelli di copertura assicurativa inferiori rispetto agli altri occidentali.

Cure a carico dei privati

Qualche numero può aiutare a comprendere meglio le dimensioni del fenomeno. Nel corso del 2020 (ultimo dato disponibile), la spesa sanitaria per lo Stato italiano è stata di 122 miliardi di euro, una cifra corrispondente al 7,4% del Pil (cioè della ricchezza prodotta nella Penisola nel corso dell’anno). Solo poco più di 20 anni fa l’incidenza non superava il 5% e la tendenza al rialzo è destinata a proseguire, considerati l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie cronico-degenerative.

Data la condizione precaria dei conti pubblici, una quota sempre crescente di questa spesa dovrà essere coperta dai privati, che già oggi mettono mano al proprio portafogli per circa 38 miliardi di euro all’anno.

Secondo rilevazioni dell’Ania (Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici), solo poco più dell’8% di questi costi privati sono riconducibili alle assicurazioni e il 2,6% a fondi e casse sanitarie. La restante parte, quasi il 90%, è a carico delle famiglie italiane e questo le rende più fragili ed esposte a esborsi imprevisti che, in alcuni casi, diventano insostenibili.

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Ritardo europeo

Nel contesto europeo, l’Italia è il Paese con la più alta incidenza di utilizzo dei risparmi familiari (circa il 90% rispetto a una media del 74%) per fronteggiare cure e spese mediche.

Questo aspetto, sottolinea uno studio della stessa Ania, è socialmente iniquo perché mette le persone di fronte alla scelta tra pagare (quando sono in condizione di farlo) o rinunciare alle cure nel momento in cui si è più fragili. “Sarebbe proficuo riflettere seriamente su un nuovo modello di welfare che combini al meglio le risorse pubbliche e private, con un ruolo più ampio assegnato alla sanità integrativa che, basandosi su un principio di mutualità, tipico delle assicurazioni, garantirebbe maggiore uguaglianza ai cittadini e più elevati livelli di protezione per i malati”, è l’indicazione che arriva dall’associazione di settore.

I numeri del settore

Lo scorso anno i premi del ramo malattia sono cresciuti del 5,6% sul 2020, arrivando a quota 3,3 miliardi di euro, di cui 621 milioni di nuova produzione (il 19% del totale).

La garanzia rimborso spese mediche costituisce oltre i tre quarti (76,6%) della raccolta premi, per un valore intorno ai 2,5 miliardi, in aumento del 21,5% rispetto al 2020. Registra invece un calo del volume dei premi la garanzia invalidità permanente (-1,3%), a fronte di un ammontare pari a 254 milioni (il 7,7% del totale).

Probabilmente l’ambito sul quale ci sono maggiori margini di crescita è quello delle polizze long term care, formule assicurative stipulate contro il rischio di perdita dell'autosufficienza, intesa come l’impossibilità di svolgere alcune funzioni comuni della vita quotidiana. L’autonomia può venir meno per ragioni come: infortunio, malattia o normale deterioramento delle facoltà psico-fisiche collegato alla vecchiaia. Nel 2021 queste polizze hanno inciso appena per lo 0,7% della raccolta, 23 milioni in termini assoluti, in lieve calo (-0,7%) rispetto al 2020.

Un’indagine condotta sul campo da Altroconsumo rivela che il fattore tempo è una variabile che influisce in maniera molto incisiva nelle polizze long term care. Quanto prima si attiva un’assicurazione, tanto minore sarà il premio da pagare. Il limite di età per la stipula varia in base all’offerta delle diverse compagnie: solitamente si ferma a 70 anni, ma in alcuni casi si arriva anche a 75. Cosa attendersi in caso di perdita dell’autosufficienza? Per ricevere una rendita o un rimborso delle spese di 1.500 euro al mese, il premio annuo che una persona di 40 anni dovrebbe pagare sarebbe compreso all’incirca tra 500 e 1.500 euro annui, in base alle diverse offerte presenti sul mercato.

A cura di: Luigi dell'Olio
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