Gommisti: aumentati dell’8 per cento, più sicurezza sulle strade

31/05/2019

Gommisti: aumentati dell’8 per cento, più sicurezza sulle stradeIl gommisti in Italia vivono un momento di espansione, alla luce di un mercato in grande evoluzione dal punto di vista tecnologico e, grazie, a normative di controllo più stringenti e a un parco macchine più ampio. Dal 2009 al 2018 il numero delle aziende che operano nel settore pneumatici è passato da 6.238 a 6.734 unità: in dieci anni sono aumentate dell’8%.

Questo dato, che conferma il peso che ha il settore nell’aftermarket automobilistico nazionale, emerge da un’elaborazione di Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici). 

La tecnologia e le gomme invernali

Alla crescita, dicono gli esperti, ha contribuito anche l’aumento della tecnologia applicata ormai a tutti i settori dell’automobile. Negli stessi pneumatici infatti vengono alloggiati sensori intelligenti, ormai non solo nelle auto di alta gamma (ad esempio rilevano pioggia, pressione, livello usura), con l’obiettivo di avere maggiore sicurezza e garantire un viaggio tranquillo.

Tranquillità che un automobilista potrebbe trovare anche consultando il sito Segugio.it, dove può comparare le varie offerte di polizze Rca delle compagnie assicurative e calcolare autonomamente la propria.

Aspetto che ha chiesto in questi ultimi anni un’evoluzione della figura del gommista. Senza contare gli effetti che ha avuto nel segmento la legge che, nel 2010, ha introdotto l’obbligatorietà delle gomme invernali in alcune regioni dell’Italia. Questa legge ha comportato un incremento della domanda tutta a vantaggio degli installatori di gomme.

I gommisti crescono più nelle Isole e nel Nord

Dalla graduatoria presentata da Federpneus emerge infatti che negli ultimi dieci anni la crescita del numero dei gommisti ha interessato larga parte del Paese, seppur con differenze significative tra le varie ripartizioni territoriali. In particolare, la crescita è stata maggiore della media nazionale nelle Isole, dove ha toccato l’11,5%, e nel Nord (+9,5%).

Un tasso di crescita inferiore alla media nazionale si è registrato al Sud (+7,4%), mentre al Centro l’aumento è stato più contenuto (+2,9%). Entrando nel dettaglio, è la Liguria la regione dove dal 2009 al 2018 si è registrato il maggior tasso di crescita di gommisti (+26,3%), seguita dalla Campania (+24,5%) e dal Molise (+19%). In coda alla graduatoria vi sono quattro regioni che hanno il segno meno: si tratta delle Marche (-2,2%), della Puglia (-13,8%), del Trentino Alto Adige (-16,4%) e della Valle d’Aosta (-27,3%).

Un altro dato di rilievo che emerge dallo studio di Federpneus è che la Lombardia si conferma anche nel 2018 la regione in cui è presente il maggior numero di gommisti (793). Seguono la Sicilia con 767 gommisti, la Campania con 661, il Lazio con 635 e l’Emilia Romagna con 576. In totale, queste cinque regioni ospitano quasi la metà di tutte le aziende di gommisti del Paese. 

Automobilisti disattenti, il 52% non è in regola con le gomme

Ad aumentare il ricorso ai gommisti è anche la maggiore attenzione alla sicurezza stradale che hanno oggi i cittadini anche se, osservano gli esperti, in Italia oltre la metà degli automobilisti (52%) continua a circolare con pneumatici sgonfi, non idonei, usurati o danneggiati.

Attualmente, nonostante la crescita vista negli ultimi anni, secondo Federpenus la rete di gommisti nel nostro Paese non solo è inadeguata, ma spesso non è a norma. Per questo ci sono campagne per promuovere e sensibilizzare gli autisti a ricorrere a gommisti ufficialmente riconosciuti.

A cura di: Fernando Mancini

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