È legge il condono sul bollo auto

12/07/2019

È legge il condono sul bollo auto

La conversione in legge del Decreto Crescita, avvenuta lo scorso 27 giugno, ha portato la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali.

Il provvedimento prevede il condono di bollo, multe, Imu e Tasi per quegli enti territoriali (Regioni, Province e Comuni) che negli anni passati hanno affidato la riscossione a una società privata e non a Equitalia o ad Agenzia delle entrate-Riscossione.

Per le ultime due, infatti, la sanatoria era già stata prevista nella cosiddetta pace fiscale, di cui ci siamo occupati nella news “Bolli non pagati: interviene il condono del Governo”.

A essere interessate dalla nuova rottamazione sono le cartelle notificate ai contribuenti dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2017: il Decreto prevede che si possa aderire al loro “Saldo e stralcio” inviando la domanda entro il 31 luglio 2019, con i pagamenti che inizieranno dal prossimo mese di novembre. Dunque, chi ha deciso di aderire alla rottamazione per il bollo auto potrà versare le somme in un’unica soluzione entro il 30 novembre oppure rateizzarle in un massimo di 17 rate (da concludersi entro settembre del 2021). 

Cos’è il bollo auto

Dal 1983 viene disciplinata come tassa di proprietà, da pagare in quanto imposta legata al possesso del mezzo. Prima di questa data, era considerata una tassa di circolazione; era dunque dovuta solo se si circolava su strada pubblica mentre non era corrisposta se il veicolo era fermo in un’area privata.

Quando si paga e come si calcola

Per le auto, la scadenza della tassa cade nei mesi di aprile, agosto e dicembre. Il pagamento però può essere effettuato entro il mese successivo a quello della scadenza: se ad esempio cade il prossimo 31 agosto 2019, il termine per versarlo sarà il 30 settembre. Questo metodo non si applica in Piemonte e Lombardia, dove l’imposta deve essere rinnovata l’anno successivo all’immatricolazione dell’auto (con pagamento sempre nell’ultimo giorno del mese seguente alla scadenza). Quanto detto per i due territori vale anche per le moto, mentre per i centauri delle altre 18 Regioni il termine cade nei mesi di gennaio e luglio.

Per quanto riguarda il calcolo, bisogna tenere conto della potenza in kilowatt (kW) dell’auto e della classe ambientale di appartenenza. Sulle quattroruote più recenti, dalla classe Euro 4 a quella Euro 6, si pagano 2,58 euro a kW fino a 100 kW e 3,87 euro per ogni kiloWatt eccedente; diversi gli importi delle vetture che inquinano di più, con le Euro 3 che fanno pagare rispettivamente 2,70 e 4,05 euro, le Euro 2 2,80 e 4,20 euro, le Euro 1 2,90 e 4,35 euro e le Euro 0 3 e 4,5 euro.

Tuttavia, sull’importo può incidere anche l’addizionale regionale, che varia a seconda del territorio. Per non incorrere in errori, può essere utile determinarlo direttamente online sul sito dell'Agenzia delle Entrate, inserendo i dati che indicano la tipologia del veicolo e il numero di targa. Il versamento della tassa può essere effettuato tramite bollettino – presso lo sportello delle Poste Italiane, i tabacchi convenzionati o le delegazioni dell’Automobile Club Italia (o Agenzie di pratiche auto abilitate) – oppure online con il servizio bollonet ACI.

Non solo il bollo tra le spese da sostenere

Un costo annuale di cui tener conto è anche l’RC Auto. In questo caso si tratta di un importo che varia in base alla compagnia assicuratrice a cui il contraente si rivolge: ma per ottimizzare al massimo l’ammontare annuo basta stipulare una delle polizze online che si trovano su Segugio.it, il portale che individua e confronta le migliori RC Auto per ogni tipologia di utente. Per visualizzare i preventivi è necessario inserire nel form di simulazione i propri dati anagrafici, le informazioni sul veicolo e la situazione assicurativa riportata nell’attestato di rischio.

A cura di: Paola Campanelli

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