Dispositivi Salva Motociclisti: pro e contro del decreto che li rende obbligatori

07/07/2019

Dispositivi Salva Motociclisti: pro e contro del decreto che li rende obbligatori

È finalmente pronto il decreto ministeriale che impone la presenza sulle strade dei Dispositivi Salva Motociclisti (DSM), un provvedimento che dovrebbe entrare in vigore a breve col fine di aumentare il livello sicurezza dei motociclisti.

I DSM sono protezioni da montare nella parte bassa dei guardrail che offrono maggior tutela al centauro in caso di urto, in quanto costituiti da una superficie continua sia in senso orizzontale che verticale per un’altezza di almeno 80 centimetri dal piano stradale. L’obiettivo dei nuovi dispositivi è quello di ridurre i casi di decessi e di invalidità permanente.

La pericolosità degli urti contro i guardrail è confermata da uno studio del Maids. Secondo la ricerca gli scontri tra motociclisti e ostacoli fissi (comprese le barriere spartitraffico) rappresentano l'8% degli incidenti totali, una percentuale che pur essendo bassa vanta un tasso di mortalità sei volte più alto rispetto agli altri sinistri.

Le criticità del decreto

La norma prevede l’obbligo di installare i DSM su tutte le curve circolari caratterizzate da un raggio minore di 250 metri e soprattutto in corrispondenza di quei tratti di strada particolarmente critici, dove sono avvenuti in un triennio almeno cinque incidenti con morti o feriti e che abbiano visto il coinvolgimento di motoveicoli e ciclomotori.

Tuttavia, secondo gli esperti, il decreto presenta delle lacune. “Bene ha fatto il Ministero a introdurre il concetto per cui le barriere Salva Motociclisti non vanno installate ovunque ma solo nei punti ad alta incidentalità”, spiega Marco Anghileri del Politecnico di Milano, “peccato tuttavia che il decreto preveda solo l'installazione sulle barriere discontinue (quelle con i paletti a terra) e non tenga presente di quelle continue. Dai dati di laboratorio emerge come l'impatto del motociclista che scivola contro una barriera New Jersey è comunque gravissimo. Si ha un HJC (l'indice che misura la severità dell'impatto) di 1800, contro una soglia minima vitale di 1000. Vero che sono meno pericolose, ma andavano comunque inserite”. 

Il problema dei costi

La norma prevede che i DSM possono essere montati senza ulteriori verifiche solo se il guardrail risponde a certi requisiti, in assenza dei quali tutta la struttura deve essere sottoposta nuovamente a prove di crash test. “Se le cose restano così”, spiega ancora Marco Anghileri, “c’è il paradosso che i DSM potranno essere installati senza problemi solo sui guardrail più vecchi. Le aziende del settore infatti dovranno eseguire i crash test e spendere 40 mila euro per installare 50 metri di barriera Salva Motociclisti nella parte bassa del guardrail. Non ha molto senso, quando si potrebbe ovviare con una prova simulata”.

ACI/Istat: più incidenti per le due ruote

In base agli ultimi dati del 2017, i veicoli a due ruote coinvolti in incidenti sono stati 55.717, il +3% sul 2016. Le vittime a bordo di motocicli e scooter sono cresciute del 12,2%, mentre i feriti hanno fatto segnare un +5,2%. I dati sono dunque allarmanti: a preoccupare è che in molti casi gli incidenti sono causati anche dalle infrastrutture inadeguate, più precisamente secondo il Motorcycles Accidents In Depth Study nel 25% dei sinistri (circa il doppio rispetto alla media europea).

La sicurezza per i centauri parte dalla guida

Quando si viaggia su una due ruote (ma anche su qualsiasi altro mezzo) è importante tenere una velocità nei limiti imposti e che consenta di tenere sotto controllo tutto quello che succede intorno. Non sono da meno l’utilizzo degli indicatori di direzione, fondamentali per prevenire molti incidenti, e il rispetto della distanza di sicurezza, che consente di avere il tempo di frenare se il mezzo che precede si ferma improvvisamente.

La sicurezza passa anche dalla protezione offerta dalla polizza di responsabilità civile

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A cura di: Paola Campanelli

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