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Coronavirus, crolla il mercato delle auto: l'Italia si conferma maglia nera

Pubblicato il 23/04/2020

Da settimane famiglie e imprese stanno facendo i conti con l’emergenza coronavirus. Sanità, finanza e trasporti sono tra i settori che hanno subìto i principali cambiamenti. Il lockdown e di conseguenza l’imperativo categorico che ci impone di stare a casa hanno completamente modificato il nostro stile di vita.

Ciò che sta emergendo negli ultimi giorni, oltre al forte impatto sulla quotidianità di ciascuno di noi, è ad esempio la riduzione dell’inquinamento grazie alle restrizioni imposte per far fronte alla pandemia. Le auto e le moto sono ferme; da tempo ormai sono parcheggiate in garage. Il motore dei veicoli si accende solo in caso di comprovate necessità. E se ciò comporta un risultato importante per la tutela dell’ambiente e della vivibilità, non mancano però conseguenze negative sul fronte dei mercati.

In sofferenza tutti i mercati europei

A marzo è crollato il mercato europeo delle autovetture: Unrae segnala un -52% rispetto a marzo 2019. Secondo i dati diffusi dall’Acea, l’Associazione dei Costruttori Europei, a marzo “le immatricolazioni di autovetture nuove nell’area EU+EFTA+UK sono state pari a 853.077 unità contro le 1.771.030 nello stesso mese dell’anno scorso, con una perdita di 918.000 unità”. 

Segnalato pure un calo più accentuato del totale dei 5 principali mercati (-56%) rispetto agli altri 25 mercati (-40% nel complesso). “Tra i cinque Major Markets, dopo l’Italia (con i privati che fanno -82%) – si legge nella nota di Unrae - seguono Francia (-72%, privati -75%) e Spagna (-69%, privati -68%) e, a grande distanza, Regno Unito (-44%, privati - 40%) e Germania (-38%, privati -34%)”.  In Germania, Regno Unito e Francia si registra, invece, il segno più delle immatricolazioni di autovetture elettriche plugin e pure.

 “Come da noi anticipato la scorsa settimana - commenta Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – ACEA conferma il tracollo del mercato Europeo a causa dell’emergenza da COVID-19, con un valore complessivo prossimo a quello da noi stimato e con cali proporzionali alla tempestività e severità delle misure di contenimento disposte dai governi nazionali”. 

Dati negativi che spingono dunque Unrae a lanciare un grido d’allarme al governo affinché vengano adottati provvedimenti a sostegno dell’industria automotive. “In particolare – conclude Cardinali – Unrae chiede urgentemente l’adozione di misure per un immediato ed efficace sostegno alla domanda di autoveicoli, da parte di consumatori e aziende, combinando l’utilizzo della leva fiscale con strumenti di incentivazione diretta. Unrae ha già presentato una proposta di misure organiche per tutti i comparti, dalle autovetture ai veicoli industriali”.

L’emergenza coronavirus continua a preoccupare su più fronti. Da qui la guida con tutte le ultime notizie sul Covid-19 a cura di Segugio.it per ricevere quante più informazioni possibili sui vari aspetti della finanza. Inoltre, fino al 2 maggio, per ogni nuova polizza auto moto o autocarro che verrà sottoscritta su Segugio.it, sarà donato un euro alla Protezione Civile per l’emergenza Covid-19.

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Veicoli commerciali: mercato in picchiata

Nel mese di marzo anche il mercato dei veicoli commerciali crolla per l’emergenza Coronavirus. Una situazione che per questo settore si protrae ormai da quattro mesi circa. “A marzo 2020, infatti, le immatricolazioni di autocarri con ptt fino a 3,5t, secondo le stime elaborate e diffuse dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, sono 4.905, con una perdita del 72% rispetto a Marzo 2019, quando furono registrate 17.281 unità”, si legge in una nota di Unrae.

Il primo trimestre 2020 registra 32.792 immatricolazioni rispetto alle 46.083 dello stesso periodo dello scorso anno. Si parla di un del 29%. 

“Come era inevitabile - afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – anche il mercato dei veicoli commerciali crolla per la crisi da COVID-19. Il calo, devastante nella sua repentinità ed entità, fa presagire risultati ancora peggiori nei mesi a venire, con la previsione di una contrazione del mercato che nell’intero 2020 potrebbe essere di oltre il 40%”. “In un contesto di estrema incertezza sulla durata dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento – continua Crisci – è più evidente che mai il ruolo essenziale svolto dal trasporto su strada, dal punto iniziale di spedizione sino all’ultimo miglio in area urbana, per assicurare non solo il funzionamento dell’economia, ma anche la soddisfazione di tutti i bisogni essenziali nelle loro varie dimensioni, innanzitutto alimentari e farmaceutiche”. “Qualunque sia l’evoluzione di una crisi senza precedenti – prosegue il Presidente – è assolutamente necessario che la filiera della distribuzione e assistenza automotive, con le sue migliaia di aziende e i suoi 160.000 dipendenti, sia messa nelle condizioni di poter sopravvivere”. 

Unrae chiede che le risorse messe a disposizione con il decreto Liquidità vengano al più presto erogate alle aziende e che si accompagnino con la massima urgenza misure di supporto della domanda, destinata ad una fortissima crisi. 

Giù Gpl e benzina

L’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri riserva uno spazio del suo studio all’alimentazione che registra un segno negativo per tutte le motorizzazioni, ad accezione delle auto ibride.

La performance peggiore si registra per il Gpl (-61,7%), ma a subire una riduzione di volume sono anche l’elettrico (-37,5%) e la benzina (-27,3%). Va un po’ meglio per il diesel che, sebbene in calo del 2,7%, si attesta all’88,6% con ben 24.526 veicoli immatricolati.

A cura di: Tiziana Casciaro
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