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Benzina/gasolio: crollano in marzo consumi e spesa

Pubblicato il 06/05/2020

Uno dei principali effetti della pandemia da Coronavirus lo si avverte a livello ambientale: le restrizioni al movimento delle persone e il lockdown dell’attività industriale hanno abbassato l’inquinamento. L’emergenza sanitaria, infatti, ha comportato una caduta dei consumi di benzina e gasolio senza precedenti: -43,7%. “Si tratta di un calo indubbiamente molto rilevante, ma – ha commentato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - inferiore alle attese” che lasciavano presupporre “i provvedimenti restrittivi che hanno riguardato la circolazione degli autoveicoli” nel periodo di quarantena obbligatoria.

Il ribasso dei prezzi alla pompa dovrebbe proseguire

In marzo, insieme alla contrazione della domanda di carburanti registrata per via del Covid-19, c’è stata anche una significativa diminuzione dei prezzi alla pompa, che ha fatto sì che il calo della spesa complessiva (-47,2%) sia stato superiore a quello dei consumi (-43,7%). Questi valori, precisa una nota del Centro Studi Promotor, derivano da un’elaborazione delle informazioni ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico. Nel prosieguo le compagnie hanno abbassato ulteriormente i prezzi, per la crisi economica in atto a livello globale e per il crollo del petrolio (perché gli stock strategici sono pieni), e questo lascia che il costo alla pompa sia destinato ad abbassarsi ancora. Oggi il pezzo medio della benzina 1,396 euro/litro e il gasolio a 1,287 euro (self).

Effetto negativo anche sul gettito fiscale

Dall’analisi del Centro Studi Promotor emerge che le flessioni dei consumi e dei prezzi hanno inciso pesantemente sia sul gettito fiscale (-1,3 miliardi di euro, pari a -45%), sia sulla componente industriale, cioè sulla quota della spesa destinata alla produzione e alla distribuzione (-987 milioni, pari a -50,8%).

Il bilancio del primo trimestre 2020

Il forte rallentamento della domanda che ha colpito il nostro Paese ha inevitabilmente influenzato anche il consuntivo del primo trimestre dell’anno, che ha visto diminuire i consumi di benzina e gasolio auto del 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nello stesso periodo la spesa alla pompa è calata di 2,1 miliardi di euro (-15,4%), gli introiti per l’Erario si sono ridotti di 1,3 miliardi di euro (-15%) e la componente industriale di 832 milioni (-16%).

Il peso dell’Erario sul pieno di carburante

Qui è d’obbligo una precisazione, soprattutto per chi si era illuso, che con il contratto future sul greggio (Wti) sceso per alcuni momenti sotto lo zero, si potesse arrivare a un prezzo alla pompa decisamente più basso. Questo ‘sogno’ degli automobilisti è irrealizzabile a causa dei costi di stoccaggio e, soprattutto, delle tasse: circa il 65% del costo dei carburanti, infatti, va all’Erario. Nel dettaglio, su benzina e gasolio gravano 17 accise (tasse indirette), a cui si aggiunge l’Iva (tasse dirette), oggi al 22%. Da considerare anche che il Wti (che è di bassa qualità) è il petrolio di riferimento solo per il mercato Usa, mentre per l’Europa il benchmark è il Brent, il greggio del Mare del Nord che è di qualità superiore.

58 miliardi la spesa degli italiani alla pompa nel 2019

A parte il Coronavirus, già nel 2019 in Italia sono stati spesi per l’acquisto di carburanti ‘solo’ 58 miliardi, il 2% annuo in meno. Questo calo, secondo Promotor, deriva da due fattori.

Il primo è il calo del prezzo medio alla pompa, che per la benzina è stato dell’1,9% e per il gasolio dello 0,8%.

Il secondo è una flessione dei consumi dell’1% “che non è dovuta a una contrazione del traffico, che anzi è in leggero aumento, ma al fatto che la sostituzione di veicoli rottamati con veicoli nuovi di fabbrica ha comportato una apprezzabile diminuzione dei consumi medi unitari del parco e conseguentemente anche delle emissioni inquinanti o nocive che sono strettamente legate ai livelli di consumo”. Sono dati significativi perché, ha sottolineato ancora Quagliano, “indicano che il rinnovo del parco circolante comporta notevoli vantaggi, non solo per la riduzione delle emissioni, ma anche per il contenimento della spesa nell’uso dei veicoli”.

A cura di: Fernando Mancini
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