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Auto: vendite in Europa in calo per il terzo mese consecutivo

Le vendite di nuove auto nell’Europa occidentale sono calate in novembre del 20,5 per cento, dato che porta su un terreno negativo anche il saldo dei primi undici mesi: meno 0,04 per cento. A frenare le immatricolazioni contribuiscono la crisi dei chip e le restrizioni legate alla pandemia.

Pubblicato il 05/01/2022
auto colorate parcheggiate
Trend immatricolazioni auto ancora in diminuzione

Il mercato automobilistico dell’UE in novembre ha ingranato la retromarcia per il quinto mese consecutivo: le immatricolazioni di nuove auto sono diminuite del 20,5% tendenziale, per un totale di 713.346 di unità vendute. In termini di volume, precisa l’Acea, l’Associazione dei produttori europei, si tratta del peggiore risultato dal 1993.

Performance che ha anche portato su un terreno negativo il risultato delle vendite registrate nei primi undici mesi del 2021: -0,04%, risultato negativo amplificato dal fatto che si confronta con il minimo record registrato nel 2020. Le contrazioni a doppia cifra hanno interessato molti dei Paesi dell’area, inclusi tre dei quattro mercati principali: Germania (-31,7%), Italia (-24,6%) e Spagna (-12,3%). Più modesto il calo della Francia, di appena -3,2%. Mentre gli unici mercati a segnare una crescita sono stati quelli di Bulgaria, Irlanda e Slovenia.

È dell’Italia la migliore performance dei primi 11 mesi

In tutta l’Europa Occidentale (UE+Efta+UK), a novembre sono state immatricolate complessivamente 864.119 autovetture, in calo del 17,5% annuo, ma la crisi del mercato è messa ancora più in evidenza dal confronto di questo dato con quello dello stesso mese del 2019: -28,7%.

Si può dunque affermare, sostiene Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor (Csp) che, il mercato dell’auto dell’Europa Occidentale, mentre la sua economia sta recuperando, procede a tre cilindri. Lo scenario non cambia anche se tre dei quattro maggiori mercati riescono a scrivere ancora risultati positivi per quanto riguarda il consolidato delle vendite dei primi undici mesi dell’anno: con in testa l’Italia (+8,6%), seguita da Spagna (+3,8%) e Francia (+2,5%). In Germania, invece, le vendite di nuove vetture si sono ulteriormente indebolite (-8,1%) rispetto a un anno fa.

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I ‘freni’ alle immatricolazioni

Dall’analisi dell’Acea emerge che a frenare le vendite sia stata soprattutto la crisi dei microchip, che ha inciso sulla produzione dei veicoli e, a cascata, sulle consegne al consumatore finale. Oltre a questo, a gelare le immatricolazioni sono state anche le molte incertezze degli automobilisti (che volevano acquistare una nuova auto e che alla fine hanno rinviato l’operazione) anche circa l’arrivo della mobility sostenibile.

Non di meno, secondo gli esperti di Csp, il mercato ha anche risentito delle restrizioni di movimento adottate dai Paesi per contrastare la diffusione della pandemia: misure (assieme alla diffusa adozione dello smart working o della DAD) che hanno ridotto comunque l’uso del mezzo di trasporto privato, nonostante questo sia più sicuro per evitare i contagi da Coronavirus.

Le prospettive non sono rosee

Per quanto riguarda le prospettive per il 2022 per il mercato italiano, il Csp stima immatricolazioni per 1,5 milioni di unità, -21,7% rispetto al 2019. Quest'anno anno sarà, quindi, il terzo anno consecutivo in negativo per il nostro mercato e non ci sono motivi per pensare che la situazione sia diversa nel resto dell’Europa. Data l’importanza del settore, del suo indotto e del peso sull’economia dell’area, secondo gli esperti è assolutamente necessario che a livello di Unione Europea si decida il prima possibile una politica di sostegno per l’intero settore. Per l’Italia, Promotor ha proposto una nuova campagna di rottamazione per le auto di oltre 10 anni di età con acquisto di una nuova auto euro 6d con emissioni fino a 135 grammi di CO2 o di una elettrica o ibrida a zero o basso livello di emissioni di CO2.

L’attenzione degli automobilisti si sta focalizzando sempre di più sull’elettrico, sia perché è considerato il futuro della mobilità sostenibile, sia perché già oggi intravedono la possibilità di risparmiare nella gestione del mezzo e nella sua copertura assicurativa. Secondo alcune ricerche, infatti, una polizza RC auto di una vettura elettrica è più economica del 20-25% rispetto a quella di un’analoga vettura a benzina o diesel.

A cura di: Fernando Mancini
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