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Auto: le flotte aziendali scelgono l’ibrido

Le flotte aziendali hanno registrato una crescente quota di auto ibride, con la tecnologia plug in che ormai copre il 36 pct del totale. I fleet manager stimano che questa presenza possa aumentare del 250 pct nei prossimi 12 mesi, grazie ai bassi costi di gestione e agli incentivi statali.

Pubblicato il 28/04/2021
Andamento del vendite di auto ibride nelle flotte aziendali

Il vento della sostenibilità non soffia solo per gli automobilisti privati, sempre più interessati ad auto meno inquinanti, ma anche per le imprese. Secondo il più recente Osservatorio sulla mobilità aziendale Top Thousand, cresce infatti la loro propensione verso motorizzazioni ibride, spinte anche dagli incentivi governativi.

La domanda è così forte che i gestori delle flotte prevedono un nuovo boom di immatricolazioni per questo tipo di vetture nei prossimi dodici mesi. Nella survey ‘L’ibrido entra in azienda’ emerge con chiarezza che l’ibrido, nelle sue tre declinazioni, è ormai una realtà per le imprese italiane, grazie alla crescente offerta delle case automobilistiche e alla propensione da parte dei noleggiatori a proporlo nel mix di alimentazioni in flotta.

Il 36% della flotta è plug-in

L’ibrido in flotta non è una novità, vista la progressiva espansione degli ultimi anni. Dallo studio emerge una sostanziale equa distribuzione tra i tre modelli (Full, Mild e Plug-in), con una crescente propensione verso quest’ultima tecnologia, arrivata a coprire il 36% della complessiva flotta ‘green’.

L’ibrido alla spina sta per altro conquistando quote di mercato non solo per l’aumento dell’offerta dei modelli, ma anche per il livello di emissioni (sotto i 60 gr/km) che, dal luglio scorso, consente di ottenere vantaggi in virtù della nuova disciplina sul fringe benefit, oltre alle previste agevolazioni per la circolazione (su tutti, ingresso nelle ZTL, parcheggi). Il tutto senza l’ansia da ricarica che ancora oggi riduce l’appeal dell’elettrico.

I motivi per cui le aziende scelgono l’ibrido

Tra i motivi che spingono i fleet manager verso l’ibrido spiccano:

  • l’abbassamento delle emissioni medie di CO2 (per il 60%),
  • la responsabilità sociale di impresa (55%),
  • i risparmi negli spostamenti,
  • tipologie di percorsi e chilometraggi effettuati dai driver (il 57% percorre meno di 100 km al giorno),
  • l’abbattimento dei consumi (per il 26% del campione),
  • la tassazione agevolata del fringe benefit (21%).

Tra i punti più interessanti, spicca il fatto che quasi 20 fleet manager su 102 hanno segnalato anche il vantaggio derivante da canoni di noleggio che oggi risultano sempre più competitivi. L’89% dei veicoli ibridi è oggi assegnato in fringe benefit (il restante 11% è condiviso) e l’81% viaggia quotidianamente sia in città, che su percorsi extraurbani.

+250% la crescita prevista nei prossimi 12 mesi

Sulle prospettive di crescita dell’auto ibrida non ci sono dubbi: 75 fleet manager sui 102 intervistati dichiarano di voler aumentare in modo significativo il numero di questi veicoli in flotta nei prossimi 12 mesi: una previsione di aumento che tocca le 15.500 unità nel giro di un anno, una crescita superiore al 250% rispetto ai livelli attuali.

L’interesse, ancora una volta, si rivolge in modo particolare verso l’ibrido plug-in (54% li vuole inserire in car list), seguito dal mild e dal full hybrid. Una gerarchia che rispecchia anche l’offerta: la maggior parte dei modelli che saranno lanciati sul mercato nel corso dell’anno, infatti, saranno proprio Phev (Plug-in Hybrid Electric Vehicle).

Bassi canoni di noleggio e costi di gestione più bassi

A rendere più attraenti i veicoli ibridi hanno contribuito i canoni di noleggio, più vantaggiosi che in passato: 2 manager su 3 hanno infatti registrato negli ultimi due anni canoni uguali o in calo per i veicoli ibridi. La variazione è attribuita, in particolare, al miglioramento dei valori residui (veicolo al termine del noleggio), alla maggiore disponibilità di modelli (che abbassa i prezzi), ai bassi costi di manutenzione e agli incentivi statali. Nonostante i passi avanti fatti, per Gianfranco Martorelli, presidente Top Thousand, ci vorranno diversi anni per la svolta elettrica nella mobility, ma il mercato aziendale farà da apripista. Fino ad allora, aggiunge, l’ibrido (soprattutto il plug-in) sarà la soluzione più concreta.

Nel frattempo, gli italiani appaiono sempre più interessati al discorso sostenibilità anche per la loro auto: si informano di più sull’offerta di vetture ibride, sui loro costi di manutenzione e anche su quanto possa incidere la polizza RC Auto. A questo proposito, vale la pena ricordare che i premi per la copertura assicurativa delle auto elettriche riconoscono mediamente ‘sconti’ del 20-30 per cento rispetto a quelli richiesti per le vetture dotate di motore termico, principalmente per tre motivi: sono meno inquinanti, hanno un’autonomia più contenuta (quindi meno esposte a potenziali incidenti) e solitamente hanno un automobilista-tipo più maturo. Il web consente di ottenere ulteriori risparmi: mettendo a confronto le migliori assicurazioni auto sul mercato, si ha la possibilità di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze e più conveniente.

A cura di: Fernando Mancini
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