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Auto: la morsa del Covid e dei chip sul noleggio

Al settore delle auto a noleggio, a causa della pandemia e della crisi dei chip, mancano più di 100mila vetture. Eppure, la politica non riconosce il ruolo strategico del comparto nella mobilità green, visto che finora ha assorbito il 47 per cento delle ibride e il 30 per cento delle elettriche.

Pubblicato il 04/01/2022
tavolo con macchinina, monete e calcolatrice
Analisi Aniasa sulla crisi del mercato dell'auto

Il mercato dell’auto fatica a risollevarsi. Le immatricolazioni, già al rallentatore a causa della pandemia, adesso scontano gli effetti della crisi dei chip e le incertezze degli automobilisti sui tempi e modi del passaggio all’elettrico.

Non è tutto qui. Anche le scelte fatte dalla politica sono un freno alla ripresa della mobilità sostenibile, soprattutto per quanto riguarda il noleggio e lo sharing che, secondo gli addetti, ‘domani’ rappresenteranno il cardine della mobilità del cittadino. La sintesi di questo malumore è sottolineata da Massimiliano Archiapatti, presidente ANIASA, che si è detto sconcertato dell’assenza nella Manovra di Governo di provvedimenti ad hoc, considerato che il pay-per-use mobility è da considerare il motore della transizione ecologica.

Mancano 100mila immatricolazioni

La flotta del settore, anche se a causa di questo mix di problemi mancano all’appello più di 100mila vetture (-23% sul 2019), resta sopra la soglia di un milione di unità e il noleggio si conferma strategico della mobilità sostenibile, perché finora ha assorbito il 47% delle ibride plug-in e il 30% delle elettriche vendute in Italia.

Il settore, per le diverse esigenze di mobilità turistica, cittadina e aziendale, sarebbe pronto a immatricolare nei prossimi mesi le vetture che mancano all’appello. Tuttavia, per ridare slancio al comparto, secondo Archiapatti, servono misure concrete che equilibrino la fiscalità sull’auto aziendale con quella degli altri Paesi europei e che favoriscano il passaggio dalla proprietà all’uso dei veicoli sotto le forme di noleggio o di sharing.

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La crisi nei numeri

L’attività nel noleggio a breve e nel car sharing si è dimezzata. Dopo un avvio d’anno 2021 difficile e un estemporaneo rimbalzo nei mesi estivi, grazie soprattutto al turismo interno, il settore sconta ora le strozzature nelle forniture dei chip che stanno bloccando le immatricolazioni.

Nei primi 9 mesi del 2021 il mercato ha registrato il 56% di noleggi in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 e un giro d’affari ridotto del 37%. Gli operatori stimano un ritorno ai livelli pre-pandemia solo nel 2023-2024. Hanno ripreso a circolare sulle strade delle nostre città le vetture in sharing ma, complice la parziale riduzione della mobilità (soprattutto nella prima parte dell’anno) e il ricorso al telelavoro, il settore ha visto il proprio business dimezzarsi nei primi 9 mesi rispetto al 2019.

Il noleggio a lungo termine continua a crescere

È tonico invece il segmento del noleggio a lungo termine, che beneficia della stabilità del business basato sui contratti pluriennali e della continua espansione registrata dalla domanda dei privati. Il comparto consolida così la crescita del fatturato dei primi 9 mesi a 4,3 miliardi di euro (+4% sul 2019).

Anche se la crisi dei chip ha frenato le immatricolazioni (-4,7%), la relativa flotta ha proseguito la crescita (+10%, a 977mila veicoli), grazie a un più ampio ricorso (concordato), alla proroga dei contratti, prima motivata dall’incertezza economica e poi sostituita dall’assenza di prodotto. Il ruolo di motore della transizione ecologica della mobility pay-per-use è nei numeri: più di 1 vettura elettrificata su 3 vendute nel Paese è immatricolata da società di rent.

Il parco circolante sempre più vecchio

La crisi dei chip ha un altro effetto perverso sul mercato automobilistico italiano: rallenta ulteriormente il ricambio del parco circolante, il secondo più anziano del Continente con oltre il 30% di veicoli ante Euro4. Gli automobilisti, anche se frenano l’acquisto di una nuova auto in attesa che si chiarisca la fase di transizione, si informano su cosa comporta diventare proprietari di un’auto elettrica.

L’interesse è dettato dalle possibilità di risparmiare se si abbandonano le vecchie motorizzazioni. La polizza assicurativa, per esempio, rispetto ai premi chiesti dai veicoli a benzina o diesel, è più economica perché chi guida un’auto green è esposto a meno rischi, d’incendio (assenza di sostanze infiammabili) o di incidenti (autonomia limitata).

A cura di: Fernando Mancini
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