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Auto: aumenta il costo del meccanico, scende quello della polizza

Pubblicato il 29/06/2020

L’auto, tra le principali passioni degli italiani, rappresenta un capitolo di spesa non indifferente, soprattutto quando c'è bisogno di ricorrere al ‘meccanico’. Se l’utilizzo della scatola nera si traduce in un grande risparmio per le polizze Rc auto, così come anche la ricostruzione degli pneumatici comporta benefici ambientali oltre che economici, la manutenzione e la riparazione delle vetture restano, infatti, due voci crescenti per il portafoglio degli automobilisti. Lo scorso anno nel nostro Paese sono stati spesi presso le officine meccaniche nel complesso ben 33,4 miliardi di euro, il 4,1% in più rispetto al 2018.

Autopromotec: i tre fattori che hanno inciso sulla spesa

Questo incremento, secondo l’Osservatorio Autopromotec, deriva da tre fattori. Il primo è il rincaro dei servizi di assistenza alle auto (+1,4%), come emerge calcolando la base media ponderata degli indici Istat dei prezzi manutenzione e riparazione, per l’acquisto di pezzi di ricambio e accessori, di pneumatici e lubrificanti. Il secondo elemento è stata la crescita del parco circolante di auto, che nel 2019 ha raggiunto quota 39.545.232 unità (+1,4%). Infine, il terzo elemento che ha contribuito alla crescita della spesa è l’aumento della quantità di interventi di officina per le operazioni di manutenzione e di riparazione, che è stato dell’1,2%.

Dopo il lockdown, in ripresa l’attività nelle officine

Intanto il settore dell’assistenza auto registra i primi segnali di ripresa dopo la tempesta Coronavirus, con le indicazioni positive sulle attività di officina che segnalano – con la fine del lockdown - un deciso rialzo. È quanto emerge dal Barometro sul sentiment dell’assistenza auto, elaborato sulla base di inchieste mensili condotte su un campione rappresentativo di officine di autoriparazione. In maggio la differenza tra la quota di autoriparatori che hanno indicato alto il livello di attività e quella di autoriparatori che lo hanno valutato basso, è stata pari a -6. Benché sia negativo, il saldo è comunque nettamente migliore rispetto al massimo della contrazione raggiunto ad aprile (-94), mese di quarantena totale che ha visto un forte rallentamento delle attività di officina a causa dell’emergenza sanitaria.

Autoriparatori ottimisti per il futuro

Il miglioramento del saldo (cioè della differenza tra valutazioni positive e negative) in maggio è coinciso, infatti, con l’inizio della ‘fase 2’ e il conseguente allentamento di alcune misure restrittive alla circolazione. La maggioranza degli autoriparatori (74%) si attende che l’attività rimanga stabile, mentre tra gli altri prevalgono di poco le indicazioni di diminuzione (14%) rispetto a quelle di aumento (12%). Anche per i prezzi viene confermata una tendenza in cui dominano i giudizi di stabilità. Il 78% degli autoriparatori indica che i prezzi non subiranno variazioni, contro appena l’8% di chi ritiene che vi possa essere un aumento e il 14% di chi indica una diminuzione.

Airp, con pneumatici ricostruiti risparmiati 54,8 milioni

Nel 2019, grazie all’impiego di pneumatici ricostruiti, gli italiani hanno risparmiato 54,8 milioni di euro. Lo stima l’Airp, l’Associazione italiana ricostruttori pneumatici, precisando che questa pratica ha anche “consentito al Paese di ridurre i consumi energetici di ben 23,3 milioni di litri di petrolio ed equivalenti, di risparmiare materie prime per 17.150 tonnellate ed evitare di immettere nell’ambiente 20.580 tonnellate di pneumatici usati e 9.090 tonnellate di CO2”. Si potrebbe fare comunque di più: “i benefici economici ed ambientali ottenuti tramite la ricostruzione di pneumatici – sottolinea - potrebbero essere ancora maggiori con adeguate politiche a sostegno del settore”.

Il trend delle polizze Rc auto in discesa dal 2012

Gli italiani risparmiano anche con l’assicurazione della propria auto: lo scorso anno è continuato infatti il trend discendente del prezzo medio dell’Rc auto, che si è attestato a 414 euro, in calo dell’1,9% dai 422 del 2018. Performance di ‘rientro’ che, secondo quanto emerge dalla relazione annuale dell’Ivass, dura dal 2012 e che ha comportato per il costo medio delle polizze una diminuzione del 28,3% in questi otto anni. La crescente adozione della scatola nera ricopre un ruolo deciso in questa discesa: oggi, secondo i dati ufficiali, circa un quarto delle polizze vede la presenza della black box. Questa tecnologia è ormai adottata dal 23% degli automobilisti italiani, con un aumento dell’1,1% tendenziale.

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A cura di: Fernando Mancini
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