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Auto: Acea, l’Ue acceleri sulle infrastrutture per l’elettrico

In una lettera all’Ue, le case automobilistiche, gli ambientalisti e i consumatori hanno chiesto maggiori sforzi da parte di Bruxelles per favorire la costruzione delle stazioni di ricarica. In particolare, chiedono che siano individuati obiettivi ambiziosi e vincolanti per ciascun Paese.

Pubblicato il 16/02/2021

Per una vera svolta ambientale del mercato automobilistico europeo bisogna accelerare la costruzione delle infrastrutture dedicate. Lo chiedono le case produttrici, gli ambientalisti e i gruppi di consumatori: tutti concordi nel chiedere all’Unione europea di fissare per ogni Paese membro precisi e ambiziosi obiettivi in merito alla diffusione delle stazioni di ricarica per i veicoli elettrici. In questo modo si avvicinerebbero sempre più cittadini all’offerta ‘green’, oggi ancora piuttosto scettici al riguardo perché ritengono insufficienti le relative infrastrutture.

In coro anche le associazioni dei trasporti e dei consumatori

In una lettera comune, l'Associazione europea dei produttori di automobili (Acea), quella dei Trasporti e Ambiente (T&E) e l'Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) hanno chiesto ai commissari Ue per il Clima, i Trasporti, l'Industria e l'Energia di utilizzare nella revisione di quest'anno dei combustibili alternativi nella ‘legge sulle Infrastrutture’, per spingere alla costruzione di un milione di punti di ricarica pubblici in tutta l’Ue entro il 2024 e tre milioni per il 2029. Target ambiziosi se si pensa che oggi le stazioni di ricarica sono appena 200mila.

La definizione di obiettivi, secondo la lettera, invierà un forte segnale ai consumatori sul fatto che il numero di punti di ricarica manterrà il passo con le crescenti vendite di veicoli green viste in Europa (+110% le vendite di auto elettriche e plug in negli ultimi tre anni).

Garantirebbe inoltre la necessaria certezza ai produttori, ma anche agli operatori di rete, agli operatori di infrastrutture di ricarica e al settore trasporti. La proposta, infine, creerebbe un milione di posti di lavoro in tutto il continente e aiuterebbe l’Ue a raggiungere gli obiettivi climatici che si è data.

I punti di ricarica oggi concentrati nei Paesi del Nord Europa

Se il mondo vuole prendere sul serio il riscaldamento globale, deve passare velocemente all’elettricità. Lo ha sottolineato William Todts, direttore esecutivo di T&E, secondo cui per accelerare la transizione c’è bisogno di una ricarica facile e onnipresente e non solo in pochi Paesi, ma in tutta Europa.

Quindi gli obiettivi di ricarica per singolo Paese sono un buon sistema per centrare lo scopo e Bruxelles, dice Todts, dovrebbe smetterla di tergiversare su questo. Oggi il 75% dei punti di ricarica si trova infatti in 4 Paesi: Olanda, Germania, Francia e Regno Unito.

Zipse, sforzi produttori a rischio per l’impasse Ue

In caso contrario, gli ha fatto eco Olivier Zipse, neopresidente Acea, anche gli attuali obiettivi di riduzione nella lotta al cambiamento climatico sono a rischio. Per non vanificare gli sforzi che stanno compiendo le case automobilistiche nel rinnovare i prodotti, oltre all'infrastruttura pubblica, l’Europa dovrebbe anche concentrarsi maggiormente sulla ricarica domestica e sul posto di lavoro. Per questo la Commissione Ue deve agire rapidamente e fissare obiettivi vincolanti, altrimenti il successo di questo enorme sforzo è seriamente minacciato.

Sì a regolamento per uno standard di ricarica

In sintesi, auspica Monique Goyens, direttore generale del BEUC, ricaricare un'auto elettrica dovrà essere facile come lo è oggi rifornirne una a benzina. Avere stazioni sufficienti e convenienti, aggiunge, è l'autostrada verso la fiducia dei consumatori e l'adozione delle auto elettriche.

I politici dovrebbero quindi affrontare le preoccupazioni pratiche, come la visualizzazione delle tariffe di addebito (prezzo per chilowattora), la loro trasparenza, consentire metodi di pagamento comuni e introdurre un regolamento per armonizzare gli standard di ricarica.

L’elettrico avanza in un mercato del credito favorevole

L’elettrico, nonostante lo scoglio ‘infrastrutture’, sta dunque avanzando a grandi passi e l’automobilista che intende comprare un’auto dovrebbe già ‘pesare’ i pro e i contro rispetto a puntare ancora su una vettura con motore a combustione.

Nello stesso tempo può mettere a punto la polizza Rc auto più in linea con il proprio profilo, nella consapevolezza che – come ha reso noto l’Ania – la forbice accusata dai premi assicurativi tra gli automobilisti italiani e quelli europee si è nettamente ristretta.

Una recente ricerca di Segugio.it, a questo proposito, ha rilevato che il livello di soddisfazione dei consumatori verso le compagnie di assicurazioni dirette (quelle che operano senza una rete di distribuzione fisica) è aumentato: i reclami sono infatti diminuiti per il terzo anno consecutivo, mentre è aumentata sia la loro quota di mercato (al 13% totale), sia la raccolta premi Rc.

A cura di: Fernando Mancini
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