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Assicurazione vita: nel 2020 il Covid frena le polizze

Le incertezze sui redditi e il Covid hanno impattato sulla raccolta di polizze vita Ramo I, calate del 9,5 per cento a 65,7 miliardi di euro. Lo rende noto l’Ivass, precisando che nello stesso periodo la raccolta per le polizze unit e index linked è aumentata del 5,7 per cento a 29,6 miliardi.

Pubblicato il 03/09/2021
Analisi Ivass dell'andamento delle polizze vita nel 2020

Gli effetti dell’emergenza sanitaria si sono fatti sentire anche nelle scelte dei risparmiatori in fatto di polizze assicurative. È quanto emerge dal più recente bollettino dell’Ivass, secondo cui nel 2020 i premi delle polizze vita tradizionali (Ramo I) sono ammontati a 65,7 miliardi di euro e - dopo la costante crescita osservata nei due anni precedenti – hanno accusato una diminuzione del 9,5% rispetto all’anno precedente. Questa correzione si confronta con i forti aumenti (+9,8%) registrati nel 2019 (+9,8%) e nel 2018 (+5,4%).

In controtendenza le unit e le index linked

Di contro, nello stesso periodo, la raccolta delle polizze unit e index linked (Ramo III) è cresciuta del 5,7% annuo raggiungendo i 29,6 miliardi di euro, con una radicale inversione di rotta rispetto a quanto registrato nell’anno precedente (-6,6%).

Un tipo di asset che, con tutta probabilità, ha richiamato l’interesse degli investitori alla luce dei promettenti margini che hanno riconosciuto nel frattempo di mercati finanziari. Nel complesso, le polizze unit (con rendimento legato a fondi d’investimento) e index linked (legate all’andamento di indici) registrano un utile di 338 milioni di euro, l’1,1% dei premi lordi (2,9% nel 2019).

In sostanza, lo scorso anno, soprattutto a causa dell’incertezza determinata dal Covid in termini economici e di redditività, molti italiani hanno riveduto le ‘uscite’ ritenute non necessarie e – tra queste – appunto, la polizza vita.

L’assicurazione sulla vita, in poche parole, è una copertura che garantisce alla famiglia un capitale nel caso di morte dell’assicurato. Negli anni, molte compagnie hanno arricchito il prodotto con polizze complementari, integrandolo con le coperture sugli infortuni, sulle malattie gravi (anche nell’ambito del Covid) e sull’invalidità.

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I rami I e III coprono il 94% della raccolta

Tornando al bollettino dell’Ivass, la raccolta previ dei rami I e III, i più rappresentativi del comparto vita in Italia, è stata pari al 94% del totale (94,8% nel 2019): la quota relativa al ramo I è diminuita al 64,8% (dal 68,5% del 2019), mentre quella del Ramo III è salita al 29,2% (dal 26,3% dell’anno precedente).

Dall’analisi dei conti tecnici del 2020 rispetto all’anno precedente emerge per il ramo I un andamento stabile del rapporto oneri per sinistri/riserve matematiche (+9,3% nel 2019 e +9,5% nel 2020), congiunto al minore incremento delle riserve tecniche e al decremento della redditività (-23,7%). Per il ramo III c’è stata invece una riduzione dell’indice oneri per sinistri/riserve tecniche dall’11,5% al 9,9%, derivante dalla decrescita dell’indice riscatti/riserve tecniche dal 8,6% al 7,4%.

Diminuiscono le spese di gestione

Il risultato del conto tecnico, al netto della riassicurazione, mostra per le polizze vita tradizionali un utile di 2.178 milioni di euro, con un’incidenza del 3,3% sui premi lordi (6,8% l’anno precedente). Per quanto riguarda le spese di gestione, nel periodo 2015-2020 l’incidenza delle provvigioni di acquisto e incasso sulle spese di gestione sui premi contabilizzati si è ridotta al 2,1% dal 2,4%, mentre le altre spese di acquisizione e le altre spese di amministrazione sono cresciute, rispettivamente allo 0,8% (dallo 0,7%) e all’1,1% (dallo 0,9%).

A cura di: Fernando Mancini
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