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Anfia, Federauto e Unrae: scarsa attenzione al settore auto nel DL Rilancio

Pubblicato il 22/05/2020

Esprimono un forte malcontento e lo fanno con una nota congiunta. Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), Federauto (Federazione Italiana Concessionari Auto, Veicoli commerciali e industriali) e Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) puntano l’indice contro il Decreto Rilancio, in quanto denunciano una mancanza di attenzione nei confronti del settore auto.

"Abbiamo accolto con sorpresa, delusione e, soprattutto, grande preoccupazione, la scelta del Governo, nel recente Decreto Rilancio, di limitarsi al rifinanziamento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni. Si tratta di un intervento poco significativo per un’effettiva ripartenza del settore automotive nel nostro Paese – si legge in una nota - Il settore automotive italiano è certamente impegnato ad incoraggiare il processo di elettrificazione della mobilità e lo testimoniano gli ingenti investimenti che la filiera italiana ed europea sta compiendo, ad ogni livello di competenza, per affrontare questa delicata transizione, di per sé sfidante in termini di risultati di mercato, raggiungimento degli obiettivi ambientali europei e tenuta dell’occupazione".

Unrae, Anfia e Federauto sottolineano il forte impatto che l’emergenza Covid-19 ha avuto sul settore delle quattro ruote: i livelli produttivi dell’intera filiera in Italia, già in calo da 20 mesi a fine febbraio 2020, sono crollati del 21,6% nel primo trimestre dell’anno, periodo in cui gli autoveicoli prodotti risultano in diminuzione del 24% rispetto a gennaio-marzo 2019.

Il lockdown ha dunque creato quasi un azzeramento del mercato auto italiano (-85,4% a marzo e -97,5% ad aprile). Nel bimestre marzo-aprile 2020 le immatricolazioni di auto si sono dimezzate rispetto allo stesso bimestre del 2019. Parliamo del -51%, pari a 361.000 immatricolazioni perse. Sulla stessa lunghezza d’onda i veicoli commerciali e industriali, così come approfondito nell’articolo “Il mercato dei veicoli commerciali decimato dal coronavirus”.

Con la riapertura degli autosaloni il mercato e la filiera produttiva automotive provano a tirare un sospiro di sollievo, ma non è certo semplice data la crisi economica e la perdita di potere d’acquisto dei consumatori. 

"L’acquisto di un autoveicolo è un investimento importante che, in questa fase, necessita di un sostegno adeguato alla realtà che stiamo vivendo, e che il mercato di oggi possa recepire positivamente. In assenza di interventi mirati, una chiusura del mercato auto 2020 con 500.000/600.000 unità in meno rispetto all’anno precedente determinerà un mancato gettito IVA di circa 2,5 miliardi di Euro.

Il rallentamento delle vendite - che il meccanismo in vigore di bonus-malus non è sufficiente a contrastare - sarà responsabile di un mancato rinnovo del parco circolante italiano, che, in riferimento alle autovetture, a fine 2019, per il 32,5% è ancora costituito da auto ante-Euro 4 e, dato ancor più preoccupante, per il 57% da vetture con oltre 10 anni di anzianità", contestano Unrae, Anfia e Federauto.

I firmatari della nota ritengono che il mercato in stallo, unitamente ai problemi che si registrano nello smaltimento dei veicoli in stock presso case automobilistiche e concessionari, non permetterà alla filiera industriale di ripartire a ritmi sostenibili. Difficoltà, queste ultime, che Unrae, Anfia e Federauto temono possa ripercuotersi poi sull’occupazione.

La stoccata al Governo

“Risulta incomprensibile come in Italia non si faccia nulla per salvaguardare la strategicità e la competitività di un comparto come l’automotive, che esporta oltre il 50% dei suoi prodotti, apprezzati in tutto il mondo per la carica innovativa e la qualità, e che in più occasioni ha dimostrato di fungere da traino per la ripresa produttiva di larga parte del sistema manifatturiero e quindi della nostra economia, e si preferisca andare incontro a un rischio di deindustrializzazione”, è la stoccata al governo sottoscritta da Unrae, Anfia e Federauto.

Richiesta a gran voce un’importante campagna di incentivi per la rottamazione di auto e veicoli commerciali vetusti e l'acquisto di autoveicoli di ultima generazione, e per lo sviluppo infrastrutturale, nonché la revisione della fiscalità sulle autovetture per un adeguamento a livello europeo. Questi incentivi potrebbero allargare la platea dei beneficiari e rilanciare il mercato, rispettando sempre gli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità ambientale.

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A cura di: Tiziana Casciaro
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