Al via il documento unico di circolazione: le consegne dal primo gennaio 2020

23/07/2019

Al via il documento unico di circolazione: le consegne dal primo gennaio 2020

Cambia dal prossimo anno la documentazione che sarà consegnata agli utenti in occasione dell’acquisto di un nuovo veicolo o del passaggio di proprietà di un mezzo usato.

I guidatori entreranno in possesso del Documento Unico di Circolazione (DOC), la nuova carta che sostituirà dal primo gennaio il certificato di proprietà (cdp) e il libretto di circolazione. Ricordiamo che quest’ultimo riporta le caratteristiche dell’autoveicolo (o motoveicolo) e attesta la sua idoneità a viaggiare sulle strade pubbliche, mentre il cdp dimostra l’effettiva proprietà dello stesso e la presenza di eventuali gravami (come fermi amministrativi e ipoteca).

Il DOC conterrà tutte le informazioni sulla proprietà e sulle caratteristiche del mezzo: con la sua entrata in vigore, di cui ci siamo già occupati nella news “Bollo e documento unico: novità in arrivo per gli automobilisti”, si concretizza quell’allineamento burocratico fra l’Italia e gli altri Stati Europei, che da tempo hanno riunito le due attestazioni in un unico documento.

Già iniziata la sperimentazione

La preparazione che porta all’emanazione del Documento Unico di Circolazione è partita lo scorso primo luglio. Fino al 31 dicembre verranno testate le procedure informatiche per far dialogare l’Archivio Nazionale Veicoli della Motorizzazione civile (dove sono presenti i dati riportati sulla carta di circolazione) e il Pubblico Registro Automobilistico dell’ACI (che contiene le informazioni contenute sul cdp). Al termine di questo periodo il certificato di proprietà e il libretto di circolazione cesseranno di esistere definitivamente.

Vantaggi anche dal punto di vista economico

La riforma promette risparmi significativi per gli utenti della strada, visto che per l’emissione del DOC si prevede una tariffa unica più bassa di quella sostenuta attualmente per i due certificati. Si parla di un risparmio di 39 euro per ogni immatricolazione o passaggio di proprietà, dovuto all’eliminazione di due bolli, del costo totale di 32 euro, e alla riduzione di 7 euro della tariffa PRA per l’iscrizione o la trascrizione di ogni veicolo all’Automobile Club Italia (dagli attuali 27 euro – decisi dalla riforma Monti del 2013 – tornerebbe a 20 euro).

Il risparmio può però trasformarsi in una nota negativa per lo Stato, visto che l’abolizione dei bolli causa una perdita di gettito per l’Amministrazione pubblica di circa 50 milioni di euro l’anno.

Il documento unico dovrà essere tenuto nel veicolo?

Sostituendo anche la carta di circolazione, si presume che sarà obbligatorio portarlo in auto o in moto.

Attualmente, l’imposizione riguardante il libretto è disciplinata dall’articolo 180 comma 1 del Codice della Strada, che in caso di mancata esibizione alle Forze dell’Ordine porta all’applicazione di una sanzione amministrativa compresa tra i 41 e i 168 euro (per i soli ciclomotori si va dai 25 ai 99 euro). Si può viaggiare sprovvisti di questo documento solo in caso di smarrimento o furto e conseguente rilascio da parte delle Forze dell’Ordine del permesso provvisorio di circolazione, valido fino alla consegna del nuovo attestato.

Tra i documenti obbligatori per poter circolare va menzionato anche il certificato di assicurazione. Tuttavia, una circolare del Ministero dell'Interno del 2016 viene in soccorso di chi dimentica a casa questo documento cartaceo: il certificato potrà infatti essere esibito agli agenti in formato digitale sullo smartphone o tramite stampa dello stesso formato online. Chi invece viaggia con il proprio veicolo senza una regolare copertura assicurativa rischia una sanzione molto più pesante, che varia da un minimo di 849 euro a un massimo di 3.396 euro (oltre al sequestro del mezzo).

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A cura di: Paola Campanelli

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