Già partite a Milano le limitazioni dell’Area B

03/03/2019

Già partite a Milano le limitazioni dell’Area B

Ridurre le emissioni prodotte dai veicoli a motore è l’imperativo che molti comuni italiani stanno cercando di perseguire. Milano è tra le città più attive in questo senso, che dallo scorso 25 febbraio ha visto l’entrata in vigore del provvedimento Area B, con il divieto di circolazione ai veicoli più inquinanti che coinvolge quasi tutto il territorio della città (l’unica esclusa è l’Area C del centro storico). 

Quest’area è diventata la zona a traffico limitato più grande d’Italia, includendo il 97,6% dei residenti milanesi. I divieti sono attivi dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 e interessano le vetture diesel che rispettano la normativa fino alla Euro 3, quelle a benzina Euro 0, i veicoli a doppia alimentazione gasolio-GPL e gasolio-metano Euro 0, 1, 2, e i mezzi pesanti con lunghezza superiore ai 12 metri. A partire dal primo di ottobre 2019, il divieto si estenderà anche ai diesel Euro 4 senza FAP, e a quelli Euro 3 e 4 con FAP di serie e con un valore di particolato superiore a 0,0045 grammi per chilometro.

Il provvedimento del Comune dovrebbe ridurre le polveri fini (i PM10) di circa 25 tonnellate entro il 2026, nonché far calare le emissioni di ossidi di azoto di circa 1.500 tonnellate.

Come accertarsi che la propria vettura non rientri nei blocchi?

Basta controllare i codici di omologazione riportati sul libretto di circolazione. Il codice presente sulla carta di circolazione si individua al rigo V.9 del riquadro 2: per le auto più recenti troviamo la dicitura “Euro 5” ed “Euro 6” per esteso, mentre per le Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4 la classe è nascosta da una combinazione alfanumerica. Per questi ultimi casi potrebbe rivelarsi più semplice una verifica sul Portale dell’Automobilista, che mette a disposizione dei proprietari una sezione denominata Verifica Classe Ambientale.

50 giorni di libera circolazione fino al 31 dicembre

Il provvedimento Area B interessa la quasi totalità del territorio milanese. Attualmente sono attive 15 telecamere in altrettanti varchi posti sulle principali vie di accesso alla città, un numero che salirà a 98 entro la fine di quest’anno e a 188 entro il 2020. Tuttavia, fino alla fine del 2019, tutti gli automobilisti avranno a disposizione 50 giorni di circolazione libera, mentre il prossimo anno la deroga scende a 25 giorni per i residenti e a 5 giorni per i non residenti.

Divieti già presenti in tutta la pianura padana

Nella news “Scatta nel nord Italia il blocco delle auto più inquinanti” abbiamo evidenziato che in Lombardia sono state fermate le auto a benzina fino alla classe di inquinamento Euro 2 e i diesel fino a Euro 3, dalle 7.30 alle 19.30 di tutti i giorni feriali. In Veneto lo stop riguarda la fascia oraria che va dalle 8.30 alle 18.30 dal lunedì al venerdì e riguarderà ancora i propulsori a gasolio fino a Euro 3, mentre per i mezzi a benzina saranno bloccati solo gli Euro 0 e 1. Per il Piemonte, il divieto per tutti i veicoli Euro 0 è definitivo, mentre i diesel Euro 1 e 2 sono stati bloccati tutti i giorni, dalle 8 alle 19, e gli Euro 3 hanno subito la stessa sorte fino al 31 marzo 2019. Queste condizioni riguardano anche l’Emilia-Romagna.

Se dai controlli che Arpae effettua ogni lunedì e giovedì risultano sforamenti dei limiti di PM10 nei 4 giorni precedenti agli accertamenti, le limitazioni vengono estese anche alle vetture diesel Euro 4.

Accelera lo sviluppo dei motori ecologici

Nei prossimi anni i divieti riguarderanno anche le recenti Euro 6. Per questo motivo, le Case automobilistiche stanno puntando sempre più sui propulsori ibridi ed elettrici, che sembrano l’unica soluzione per ottenere una congrua riduzione o l’azzeramento delle emissioni allo scarico. Questa categoria di veicoli consente attualmente vantaggi anche in termini di minori spese per il bollo e l’assicurazione: se poi la RC Auto la si sceglie su Segugio.it, allora sarà possibile trovare quella in assoluto più conveniente sul mercato

Anche le preferenze dei consumatori sembrano puntare verso le alimentazioni alternative. Le vendite di auto a gasolio sono nettamente calate in Italia, facendo segnare alla fine del 2018 un -12,8% rispetto ai 12 mesi del 2017. Per contro, sono aumentate le immatricolazioni dei veicoli a benzina (+7,9%) e quelle dei veicoli elettrici, ibridi, Gpl e metano, che hanno rappresentato alla fine dello scorso anno il 13,3% del mercato – contro l’11,7% del 2017.

A cura di: Paola Campanelli

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