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Bollo auto e Legge 104: chi usufruisce delle esenzioni?

Pubblicato il 27/09/2018

Chi possiede un’auto è tenuto a versare ogni anno la tassa di proprietà (o bollo), un tributo regionale da corrispondere annualmente e indipendentemente dal fatto che il veicolo circoli o meno su strada. La normativa prevede che il bollo sia pagato entro il mese successivo la scadenza, pena l’aggiunta di una sanzione sull’importo complessivo, mentre la sua entità è commisurata alla potenza del veicolo.

Tuttavia, esistono dei casi in cui la tassa non è dovuta. Può infatti astenersi dal corrisponderla chi usufruisce dei benefici della Legge 104, vale a dire le persone affette da handicap accertato e i loro caregiver. In particolare, i casi di esenzione riguardano le seguenti categorie:

- persone disabili gravi (minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa);

- genitori, anche adottivi o affidatari, delle persone disabili gravi;

- coniuge della persona disabile;

- parenti o affini entro il 2° grado della persona disabile grave;

- parenti o affini di 3° grado, se la persona disabile ha compiuto 65 anni o sia affetta da patologie invalidanti.

I familiari possono usufruire dell’agevolazione solo se il portatore di handicap è a loro carico o dispone di un reddito non superiore ai 2.840,51 euro. Le categorie rientranti nella Legge 104 hanno però una limitazione da rispettare sulla tipologia di auto, visto che non sono ammesse all’esenzione i veicoli a benzina con cilindrata superiore ai 2.000 centimetri cubici e quelli a gasolio con cilindrata maggiore di 2.800 centimetri cubici.

A chi richiedere l’esenzione?

Gli enti a cui l’utente può rivolgersi sono tre. La domanda potrà essere presentata all’Automobile Club Italia (in Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Molise, Toscana, Umbria, Province autonome di Bolzano e Trento, Puglia e Valle D’Aosta), all’Ufficio tributi oppure all’Agenzia delle Entrate. Il termine perentorio entro quale inoltrarla è di 90 giorni dalla scadenza del pagamento dell’imposta.

Legge 104 e assicurazione

La normativa non prevede invece alcuna disposizione che riguardi l’RC Auto. Non esistono infatti agevolazioni ufficiali per la stipula di polizze per disabili, sia per la responsabilità civile che per la sottoscrizione delle garanzie accessorie, eventuali privilegi sono invece a discrezione delle singole compagnie. A questo proposito ricordiamo che le compagnie più convenienti sono quelle confrontate su Segugio.it, il portale che confronta le polizze auto migliori sul mercato e che soddisfano le esigenze di qualsiasi assicurato. Segugio.it mette a disposizione dei propri utenti anche il cosiddetto Polizzometro, con cui conoscere velocemente i costi medi per assicurare l’auto nelle singole province.   

In futuro arriverà l’euro-bollo

Per quanto riguarda invece gli automobilisti che hanno l’obbligo di versare la tassa, sono previste novità importanti decise dall’Unione Europea. Nella news “Euro-bollo: la tassa sarà uguale in tutta Europa” abbiamo riportato che ogni Paese potrebbe applicare un sistema di tassazione per cui il pagamento dipende dalle emissioni inquinanti del mezzo e dai chilometri percorsi. La nuova imposta dovrebbe essere introdotta dal 2023 per i veicoli pesanti e i furgoni merci oltre le 2.4 tonnellate, mentre per le auto il termine sale al 2026. 

Come si calcola l’attuale tassa di proprietà

L’importo viene stabilito in base a due elementi: la potenza del veicolo (espressa in kilowatt) e il suo impatto sull’ambiente (Euro 0, Euro 1, Euro 2 e così via). È una tassa di possesso obbligatoria per tutti i proprietari di mezzi a motore iscritti al PRA (il Pubblico Registro Automobilistico), che deve essere pagata indipendentemente dal fatto che il veicolo si utilizzi o meno.

Bollo contestato? Ecco come fare se si è in regola

Se l’imposta non era dovuta perché non si possedeva più il veicolo – a seguito di vendita, furto, rottamazione – il proprietario dovrà presentare all’ente accertatore un atto di data certa, come ad esempio quello di vendita con firma autenticata, oppure la denuncia di furto o la ricevuta del demolitore. Nel caso invece in cui il pagamento sia stato effettuato, è fondamentale essere in possesso della ricevuta, indispensabile per provare che la tassa si è corrisposta e che l’importo versato è corretto. Chi non trova la ricevuta dovrà ricordarsi con quale modalità e in quale data è stato effettuato il versamento, una prassi necessaria affinché si possa chiedere a chi gestisce quel canale di riscossione la lista delle transazioni effettuate quel giorno, così da risalire alla propria.

A cura di: Paola Campanelli
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