Revisione moto: vademecum per non sbagliare

13/09/2018

Revisione moto: vademecum per non sbagliare

La revisione periodica (o collaudo) del veicolo è un controllo a cui sono sottoposti non solo le auto ma anche i ciclomotori e i motoveicoli.

La normativa vigente dispone che il primo collaudo sia effettuato quattro anni dopo la prima immatricolazione e va eseguita entro la fine del mese di rilascio della carta di circolazione. Successivamente, va svolta a cadenza biennale ed entro il mese corrispondente a quello in cui è stata fatta l’ultima volta.

L’intervallo dei due anni vale anche per le due ruote storiche e d’epoca. Ricordiamo che un modo per tenere a mente l’esatto periodo in cui effettuare il controllo è di iscriversi al Portale dell’Automobilista, il sito gestito dal Dipartimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che offre un servizio di notifica della scadenza via sms o e-mail.

Quanto si paga e dove effettuare la revisione della moto

Come per le quattroruote, la revisione consiste nel verificare lo stato di efficienza degli elementi cardine della moto, quali i dispositivi meccanici, di frenata e l’analisi dei gas di scarico. Se la prova ha esito negativo, va ripetuta: il nuovo esame potrà essere sostenuto dopo aver risolto le criticità che sono state riscontrate.

Esistono due diverse modalità per sostenere il collaudo. Il primo, meno costoso, è di ricorrere alla Motorizzazione Civile, prenotando la prova dopo aver presentato apposita richiesta tramite il modello TT 2100 (reperibile presso gli stessi uffici della Motorizzazione o scaricabile online). A questo si dovrà allegare la ricevuta del versamento di 45 euro sul conto corrente postale 9001 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri.

In alternativa ci si può rivolgere a una delle tante officine autorizzate presenti in tutte le città italiane. In questo caso il costo è di 65,68 euro – 45 per la revisione della moto, 9,90 di Iva e 10,78 euro per pratiche varie – corrispondendo il pagamento direttamente al centro di controllo.

La novità dal 2019

Le nuove regole sul collaudo, in vigore dal 31 marzo del prossimo anno, prevedono che anche per le moto sia rilasciato il certificato di revisione. Sul documento, come più volte annunciato, saranno riportate una serie di informazioni sul veicolo: quelle più importanti riguarderanno la valutazione delle carenze riscontrate (insieme alla loro gravità) e il chilometraggio percorso. Quest’ultimo controllo, di cui abbiamo già parlato nella news “Autoveicoli e moto: ecco come cambia la revisione”, deve essere rilevato dall’officina già da quest’anno ed è molto utile nei casi di compravendita.

Con la nuova prassi si può tutelare sia il venditore del veicolo, in grado di dimostrarne l’effettiva usura, che l’acquirente, al riparo dalla cattiva abitudine di alcuni soggetti di scaricare il contachilometri per indicare una percorrenza minore.

Da quest’anno anche i nuovi ispettori

In vigore dallo scorso 20 di maggio le norme sul personale tecnico che effettua il controllo. Per le officine private, la direttiva fissa regole più severe per il personale, che dovrà possedere un elevato livello di competenze acquisite tramite una formazione iniziale e dei corsi periodici di aggiornamento. Il Ministero effettuerà delle verifiche non solo sulla preparazione dei tecnici, ma anche sull’omologazione delle apparecchiature e potrà revocare la licenza alle officine che non rispetteranno gli standard.

Revisione: la impone la legge

La revisione periodica è obbligatoria. Le sanzioni per chi circola senza aver collaudato la moto sono piuttosto salate e vanno dai 159 a 639 euro (ma in caso di recidiva si può arrivare fino a 7.396 euro), oltre al fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni e al ritiro del libretto di circolazione.

A tal proposito, ricordiamo anche l’obbligatorietà dell’assicurazione per la responsabilità civile. La scelta della migliore RC Moto passa ancora una volta da Segugio.itil portale che confronta le assicurazioni più convenienti delle varie compagnie in modo semplice e veloce

Ad esempio, per assicurare una Vespa Piaggio 125 Primavera 3V Touring ABS - 10.7 CV (appena acquistata da un 40enne di Firenze, prima classe di merito, nessun sinistro negli ultimi 5 anni, percorrenza media annua di 10.000 chilometri) si spendono 313,21 euro grazie alla compagnia Linear, che applica una formula di guida libera. I massimali per i danni alle cose e alle persone sono quelli minimi garantiti dalla legge, rispettivamente 1,22 e 6,070 milioni di euro. L'assicurazione rinuncia a esercitare il diritto di rivalsa se al momento del sinistro il conducente guida con patente scaduta, purché il documento successivamente rinnovato abiliti alla guida del veicolo indicato in polizza.

A cura di: Paola Campanelli

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