Carburanti: l’Unione Europea contro la tassa regionale

09/08/2018

Carburanti: l’Unione Europea contro la tassa regionale

Il prezzo dei carburanti continua a essere un peso per il portafoglio degli automobilisti italiani, che soprattutto durante il periodo delle vacanze devono fare i conti con costi sempre più pesanti da sostenere per il pieno.

Tuttavia, nei prossimi mesi gli utenti della strada potrebbero tornare a risparmiare sul rifornimento, visto che la Commissione Europea vuole l’eliminazione dell’IRBA, l’Imposta Regionale sulla Benzina per Autotrazione. Il tributo sarebbe contrario al diritto dell’UE, una motivazione che ha portato la Commissione europea ad inviare una lettera di messa in mora alle autorità italiane. L’esecutivo nazionale ha ora due mesi di tempo per rispondere alla missiva europea. 

Cos’è l’IRBA?

La sua comparsa è da attribuire al decreto legislativo numero 398 del 1990, il quale stabilisce che le regioni a statuto ordinario hanno la facoltà di istituire mediante le proprie leggi un’imposta regionale sui carburanti.

È proprio il decreto a far nascere la messa in discussione da parte di Bruxelles, che ritiene la stessa tassa senza alcuna finalità specifica ma solo di bilancio, e di conseguenza non conforme alle normative europee sulle accise. L’IRBA è quantificata in circa 2 centesimi di euro per ogni litro di carburante ed è dovuta dal concessionario o titolare dell'autorizzazione dell'impianto di distribuzione, che versa mensilmente alla Regione l'ammontare dell’imposta sul quantitativo erogato. Attualmente è in vigore in Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Liguria e Marche, mentre è già stata abolita con provvedimenti regionali in Abruzzo, Toscana e Puglia.

Fare il pieno in Italia costa caro

Sul prezzo del carburante pesano soprattutto le imposte. Tra quelle indirette, è ancora presente il finanziamento per la guerra di Etiopia del 1935. In generale tra tutte le accise (17 in totale), si nota che gli automobilisti versano 72 centesimi di euro per ogni litro di benzina e 61 centesimi per il gasolio (oltre all’IVA, Imposta sul Valore Aggiunto, del 22%).

Attualmente il prezzo della benzina verde è determinato al 64% da una componente fiscale e al 36% dal reale costo industriale del carburante. Le percentuali si ripetono all'incirca nella stessa misura anche per il diesel, dove le accise rappresentano il 60% dell’ammontare pagato durante il rifornimento, contro il 40% del costo commerciale.

Il futuro dell’auto è elettrico?

I veicoli a zero emissioni piacciono sempre di più agli automobilisti italiani, che cominciano a cambiare opinione sui motori a carburante tradizionale. La conferma arriva da un sondaggio effettuato al Dealer Day di Verona Quintegia dove circa il 50% di un campione di 1.366 prossimi acquirenti dichiara di essere pronto a valutare l’acquisto di un’auto elettrica. Le rilevazioni, riportate nella news “L’auto elettrica entra nel cuore degli italiani”, evidenziano che i guidatori tra i 25 e 44 anni sono i più propensi all'acquisto di questa tipologia di vettura, con il 68% che lo farebbe entro la fine del 2018.

La scelta di un veicolo elettrico porta con sé diversi vantaggi, che vanno oltre l’aspetto ecologico: il primo è proprio relativo al risparmio sulla spesa del carburante. Secondo un’indagine di Sprintmonitor, per percorrere 100 chilometri servono in media 20,8 kilowattora di energia, che si traduce secondo i costi dell’elettricità italiana in circa 3,9 euro (contro una media di quasi 10 euro per una macchina a benzina). Tra le altre agevolazioni, ricordiamo il risparmio sul bollo e sul pagamento delle strisce blu, oltre all’accesso gratuito alle zone a traffico limitato.

Benzina e assicurazione tra le spese più sentite dagli automobilisti

Insieme al caro-carburante, si assiste in questo periodo a una leggera crescita delle tariffe RC Auto. Ne abbiamo parlato nella news “RC Auto: il rimedio ai nuovi aumenti”, dove specifichiamo che il miglior prezzo medio alla fine del primo semestre ha toccato quota 440 euro: +1% rispetto alla seconda parte del 2017. A preoccupare è soprattutto il dato mensile di giugno, che ha visto il best price raggiungere i 455 euro.

Segugio.it per tagliare il costo della polizza

Per risparmiare sull’assicurazione basta effettuare un confronto delle tariffe su portale leader in Italia in questo settore. Per assicurare ad esempio una Hyundai Kona 1.6 CRDI 115 CV Classic (appena acquistata da un 40enne di Lucca che staziona in prima classe di merito, zero sinistri negli ultimi 5 anni, percorrenza media annua di 20.000 chilometri), il miglior prezzo è quello proposto da Verti che offre una copertura per guidatori esperti (età superiore ai 26 anni) a 354,35 euro. Nel caso in cui il veicolo assicurato sia guidato da persona in stato di ebbrezza e solamente per il primo sinistro, Verti limiterà la rivalsa nei confronti dell’assicurato, del proprietario e del conducente a un importo di 2.500 euro. L’assicurazione rinuncia invece ad esercitare il diritto di rivalsa se al momento del sinistro il conducente guida con patente scaduta, purché venga rinnovata entro 90 giorni dalla data dell’incidente.

A cura di: Paola Campanelli

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