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Auto usate e contachilometri manomessi: nuove misure dal Parlamento UE

Pubblicato il 17/06/2018

La manomissione del contachilometri sulle auto, un’operazione illegale effettuata per abbassare la percorrenza e ringiovanire il veicolo, si rivela un fenomeno che non affligge solo l’Italia.

Secondo uno studio del Parlamento Europeo, comprando una vettura usata in Polonia o in Romania si ha una probabilità dell’80% che il suo chilometraggio sia taroccato, mentre sul territorio italiano la percentuale scenderebbe al 50%. L’UE attribuisce il problema alla mancanza di regole stringenti sui controlli nel mercato dei mezzi di seconda mano e a tal proposito, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di presentare entro un anno una proposta legislativa per far fronte a questo problema. Tra i provvedimenti valutati c’è quello di estendere la previsione di sanzioni penali per coloro che scalano il contachilometri a tutti gli Stati membri, una prassi in vigore attualmente solo in sei dei ventotto Paesi.

Più controlli durante la manutenzione

Per ovviare a questa situazione che implica grossi danni ai consumatori, Strasburgo propone la registrazione obbligatoria della lettura del contachilometri sia durante il controllo tecnico periodico, che in qualsiasi operazione di manutenzione e riparazione effettuata sul veicolo. Gli eurodeputati chiedono inoltre alla Commissione di controllare che le Case automobilistiche attuino le strategie di protezione dalle manomissioni richieste dalle attuali norme.

“Se la Commissione trasformerà le nostre raccomandazioni in progetti di legge”, spiega Ismail Ertug, relatore della risoluzione, “potrebbe portare a un beneficio annuale di 6-9 miliardi di euro, nonché ripristinare la fiducia dei consumatori sul mercato delle auto usate, contribuendo anche alla sicurezza stradale. Si tratta di una grande opportunità per dimostrare un vero valore aggiunto europeo, proteggendo i consumatori”.

Un aiuto per l’Italia arriva dalle prossime norme sulle revisioni

La situazione è allarmante, ma non casuale, visto che sulla penisola le leggi sui controlli sono molto blande. A partire dal 31 marzo del 2019 saranno in vigore le nuove regole sul collaudo periodico dei veicoli, che prevedono in particolare l’obbligo di registrazione del chilometraggio sul nuovo certificato di revisione. Nella news “Autoveicoli e moto: ecco come cambia la revisione”, abbiamo spiegato che l’obiettivo è di dare maggiore trasparenza alla fase di compravendita, tutelando sia il venditore del veicolo, in grado di dimostrarne l’effettiva usura, sia l’acquirente, al riparo dalla cattiva abitudine di alcuni soggetti di manomettere il contachilometri per indicare una percorrenza minore. 

La verifica dei chilometri anche sul Portale dell’Automobilista

Accedere al sito è semplice e soprattutto gratuito. La consultazione avviene specificando la tipologia del mezzo (auto o moto) e il numero di targa da controllare; una volta inserite queste informazioni il sistema visualizzerà immediatamente la data e l’esito della revisione, insieme alla cifra relativa ai chilometri. Un servizio che si rivela dunque molto utile, perché permette di individuare e segnalare i privati o i concessionari poco onesti.

Meglio un occhio esperto quando si compra

Ricordiamo che per non incorrere nel problema del chilometraggio taroccato, quando si acquista una vettura usata è necessario usare un po’ di buon senso, magari facendo controllare il mezzo a un meccanico di fiducia. Controllando ad esempio il motore, la frizione, gli interni (soprattutto il logorio del volante e dell’impugnatura del cambio), si potrà avere un’idea se il chilometraggio riportato è compatibile con lo stato di usura del mezzo. È fondamentale anche richiedere al venditore il libretto di manutenzione, uno strumento che permette di verificare quando sono stati effettuati i tagliandi e controllare i dati reali. Inoltre, rivolgendosi alle officine della casa costruttrice si può in alcuni casi riscontrare tramite diagnosi elettronica la corrispondenza tra il chilometraggio effettivo e quello riportato sul display del cruscotto.  

Occhio ai costi dell’assicurazione

Secondo l’Osservatorio di Autoscout24 il parco usato in vendita ha un’età media di 6,7 anni, con il 23% del totale che supera i 10 anni. Ricordiamo che l’acquisto di una vettura meno recente comporta costi per l’RC Auto maggiori, in quanto un’auto datata è considerata meno sicura ed efficiente e quindi più soggetta al rischio di un sinistro.

Tuttavia, per risparmiare sul prezzo della polizza basta cercarla su Segugio.it, il portale di comparazione su cui è possibile individuare l’assicurazione che garantisce un importante taglio della tariffa.

A cura di: Paola Campanelli
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