Euro-bollo: la tassa sarà uguale in tutta Europa

10/06/2018

Euro-bollo: la tassa sarà uguale in tutta Europa

La Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha approvato diversi emendamenti in tema di circolazione stradale, tra cui uno in particolare che riguarda l’Euro-bollo, una tassa di proprietà uguale per tutti gli Stati membri. I provvedimenti allo studio riguardano anche l’utilizzo dei veicoli puliti (e a basso consumo energetico per il trasporto su strada) e il Telepedaggio Europeo, un unico congegno per pagare i pedaggi in tutti i Paesi UE che potrebbe far risparmiare circa 370 milioni di euro a cittadini e imprese.

Bollo europeo, cosa cambia?

L’Europa prevede che ogni Paese applichi un sistema di tassazione per cui il pagamento dipenda dalle emissioni inquinanti del mezzo e dai chilometri percorsi. Per questo sistema sarà necessario che i veicoli siano equipaggiati da una sorta di scatola nera sulla propria vettura. Il nuovo bollo europeo dovrebbe essere introdotto dal 2023 per i veicoli pesanti e i furgoni merci oltre le 2.4 tonnellate mentre per le auto il termine sale al 2026.

“La proposta”, commenta la responsabile del dossier Christine Revault d'Allonnes, “è un punto di svolta per raggiungere l'obiettivo del Libro bianco sui trasporti, ossia passare alla piena applicazione dei principi del 'chi inquina paga' e del 'chi usa paga'”.

Come si calcola l’attuale bollo

L’importo viene stabilito in base a due elementi: la potenza del veicolo (espressa in kilowatt) e al suo impatto sull’ambiente (Euro 0, Euro 1, Euro 2 e così via). È una tassa di possesso obbligatoria per tutti i proprietari di mezzi a motore iscritti al PRA (il Pubblico Registro Automobilistico), che deve essere pagata indipendentemente dal fatto che il veicolo si utilizzi o meno.

Le scadenze da rispettare

Il bollo auto cade nei mesi di aprile, agosto e dicembre. Il pagamento invece deve essere effettuato entro il mese successivo alla scadenza: se quest’ultima è stata lo scorso 31 dicembre, il termine per versarlo è stato il 31 gennaio di quest’anno. Questo metodo si applica in 18 delle 20 Regioni italiane, visto che in Piemonte e in Lombardia il bollo deve essere rinnovato l’anno successivo all’immatricolazione dell’auto (ma sempre l’ultimo giorno del mese seguente alla scadenza). Quanto detto per i due territori vale anche per le moto, mentre per tutte le altre aree il termine cade nei mesi di gennaio e luglio.

Bollo scaduto? Si pagano anche gli interessi

In questi casi – riportati anche nella news "Bollo auto: novità e conferme per il 2018" – si va incontro a una sanzione variabile in base ai giorni di ritardo, che sarà aggiunta all’importo originario. Si possono prospettare i seguenti casi: realizzando il saldo entro i 15 giorni successivi alla scadenza, il guidatore verserà una sanzione che sarà pari allo 0,1% della tassa (per ogni giorno di ritardo). L’importo dell’ammenda sale all’1,67% per un ritardo compreso fra i 30 e i 90 giorni, oltre agli interessi di mora, mentre dopo i tre mesi ed entro un anno dalla scadenza ammonterà al 3,75% dell’imposta originaria. Per periodi di tempo superiori all’anno scatterà una multa pari al 30% del tributo. Il mancato versamento del bollo può portare invece al fermo amministrativo del mezzo e alla radiazione dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

Le esenzioni per il 2018

La tassa di proprietà non è dovuta dai proprietari di auto adibite al trasporto dei disabili (a prescindere che siano intestate al soggetto portatore di handicap o a uno dei suoi famigliari), i possessori di autoveicoli d’epoca ultratrentennali e le vetture elettriche (ma per i primi 5 anni dall’immatricolazione). Per quanto riguarda i veicoli ibridi, Gpl o a metano, l’eventuale esenzione dipende dalla Regione in cui il mezzo è stato registrato. Ricordiamo che il guidatore che subisce il furto del mezzo nel mese di scadenza della tassa potrà evitare di corrispondere il suo rinnovo comunicando la perdita di possesso dell’auto o della moto al PRA. La sottrazione del veicolo permette all’utente di farsi rimborsare anche la parte di premio assicurativo non goduta, mentre se il contratto include la garanzia del Furto e Incendio potrà usufruire di un indennizzo pari al valore residuo del veicolo.

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A cura di: Paola Campanelli

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