Mobilità sostenibile: Roma fanalino di coda d’Europa

05/06/2018

Mobilità sostenibile: Roma fanalino di coda d’Europa

La mobilità sostenibile è un tema di importanza fondamentale, che le politiche territoriali devono perseguire al fine di salvaguardare l’aspetto umano e ambientale.

Una misura del suo sviluppo arriva dal report "Living. Moving. Breathing. Ranking of European cities in sustainable transport", realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace. Il dossier, utilizzando i dati relativi al 2016, ha comparato la performance sulla mobilità sostenibile in 13 città europee: la valutazione è stata ottenuta assegnando un massimo di 20 punti ai parametri utilizzati, quali la sicurezza stradale, la qualità dell’aria, la gestione della mobilità, i trasporti pubblici e la mobilità attiva.

Il punteggio più alto lo ha realizzato Copenaghen, 57 su 100, seguita nell’ordine da Amsterdam (55) e Oslo (50), mentre l’ultima classificata è Roma (27 punti), preceduta da Mosca (30,75), Londra e Berlino (entrambe a quota 34,50).

Le criticità della Capitale

Il risultato di Roma è determinato dalla notevole negatività di alcuni degli indicatori della ricerca, in particolare per ciò che riguarda la sicurezza stradale. Durante il 2016 si sono infatti registrati 25 incidenti mortali che hanno coinvolto ciclisti e 47 che hanno riguardato i pedoni. Nello stesso periodo, ci sono stati 110 incidenti ogni diecimila spostamenti in bici e 133 incidenti ogni diecimila spostamenti a piedi.

Poco sviluppata la sharing mobility

Pur avendo adottato sistemi di bike e car sharing, la disponibilità di questi servizi nella città di Roma è ancora limitata. La Capitale ha il più alto tasso di impiego dell’auto privata tra i 13 centri analizzati, mentre carente è l’utilizzo della bicicletta e degli spostamenti pedonali, che coprono solo il 6% del totale. Soltanto il 29% è soddisfatto dal trasporto pubblico locale.

Ancora alto il tasso di inquinamento

A Roma le concentrazioni più elevate di ossido di azoto si trovano nel centro e nelle vicinanze delle vie di collegamento più trafficate. Le emissioni di queste sostanze derivano dal trasporto per oltre l’80%, di cui al 92% dai motori diesel: il fenomeno interessa anche gli Euro 6, che su strada violano i limiti UE in nove casi su dieci (producendo ossidi in quantità fortemente superiori a quanto dichiarato).

“Per indicare la necessità di cambiare subito rotta per Roma”, commenta Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria, “dando ai cittadini la possibilità di lasciare a casa l’auto e muoversi senza inquinare, servono mezzi pubblici, mobilità sostenibile e tanta decisione per lasciare, innanzitutto, i diesel fuori dalla città e far rientrare al più presto Roma entro i limiti di legge per il biossido di azoto. Speriamo che questo sia il primo passo affinché si arrivi anche a uno sforzo comune tra Regione e Comune”.

Stop ai diesel dal 2024

La decisione riguarda il centro storico della Capitale, un provvedimento che ha l’obiettivo di ridurre il numero di mezzi circolanti, a partire da quelli più inquinanti. La scelta è arrivata dopo lo scandalo dei controlli truccati delle emissioni delle macchine con motore diesel e il legame con l’inquinamento dell’aria nelle città che ormai ha superato i limiti di legge e quelli di tollerabilità per la salute.

Un aiuto per la sostenibilità arriverà dai veicoli elettrici

Secondo un recente rapporto a livello mondiale di Cambridge Econometrics, i veicoli verdi toccheranno quota 50% del settore auto entro il 2030. In particolare, un quarto delle nuove immatricolazioni sarà costituito da modelli ibridi tradizionali e un altro 25% delle vendite sarà suddiviso tra veicoli ibridi plug-in (che si possono ricaricare alla presa di corrente), mezzi totalmente elettrici e vetture alimentate da celle a combustibile.

Lo scenario, riportato nella news “Auto: addio motori diesel, il futuro è elettrico”, dovrebbe continuare ad evolversi: entro il 2050 quasi tutte le auto commercializzate saranno elettriche. Per quanto riguarda i costi, lo studio prevede che entro i prossimi 12 anni i modelli ibridi e a impatto zero saranno sempre più convenienti grazie alle cosiddette economie di scala (aumento della produzione, diminuzione della spesa), mentre aumenteranno i prezzi delle vetture tradizionali benzina/diesel a causa dei limiti più rigorosi sulle emissioni.

Con l’elettrico si risparmia

I vantaggi a livello ambientale sono certi e risaputi. Quello che non tutti sanno è che ci sono anche alcuni benefici a livello economico, che riguardano ad esempio l’annullamento delle spese di bollo a il minor costo dell’assicurazione. Il privilegio in tema di RC Auto può essere riscontrato tramite una simulazione da effettuare su Segugio.it, il portale che aiuta a individuare la polizza migliore sul mercato per ogni profilo di assicurato.

A cura di: Paola Campanelli

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