Tassa sui bolli pagati online: confermata la multa per l’ACI

13/02/2018

Sanzionata l’Automobile Club d’Italia

Il TAR del Lazio conferma la decisone del Garante della concorrenza e dei consumatori di multare l’ACI (Automobile Club Italia). La sanzione, pari a 3 milioni di euro, è stata inflitta lo scorso anno dall’Autority, che ha bocciato la commissione sul pagamento del bollo online applicata dal Club ai possessori di auto e moto.

I fatti accaduti

Nel dicembre del 2016 il Garante ha aperto un procedimento istruttorio nei confronti di ACI e ACI Informatica dopo la protesta di molti proprietari di auto e moto che si sono visti applicare una commissione accessoria al momento del saldo dell’importo tramite carta di credito o bancomat. L’aggiunta è pari a circa l’1,2% (20 centesimi di euro) che si somma al costo fisso di 1,87 euro di riscossione del pagamento del bollo. Da qui l’intervento sanzionatorio dell’Autority, anche se il TAR aveva in un primo momento sospeso tale provvedimento per via dall’applicazione dell'articolo 55 del Codice di procedura amministrativa. I magistrati, durante la prima analisi, avevano valutato prevalenti gli interessi dell'ACI, che ha ribadito di riscuotere la tassa in favore delle regioni. “I costi richiesti all'utenza”, spiegano i vertici di ACI, “sono sempre stati a esclusiva copertura dei costi vivi dei servizi bancari per i pagamenti con carte di credito, adottando lo stesso modus operandi delle altre Amministrazioni pubbliche che offrono servizi di pagamento online. Né all'ACI sarebbe stato possibile operare altrimenti, in ragione del suo ruolo di Ente pubblico, mero riscossore di un tributo per conto delle Regioni”. Diversa la linea seguita dal Garante, secondo cui imporre un onere maggiore a un cliente per l’utilizzo di un determinato mezzo di pagamento viola l'articolo 62 del Codice del Consumo. Inoltre, garantire l’esenzione dal surplus ai soli soci rappresenterebbe un ulteriore illecito agli articoli 20 e 23 dello stesso Codice.

A proposito di bollo

Ricordiamo che dal 1983 il bollo viene disciplinato come tassa di proprietà, da pagare in quanto imposta legata al possesso del mezzo. La scadenza dell’imposta, di cui si può anche leggere nell’articolo "Bollo auto: novità e conferme per il 2018", cade nei mesi di aprile, agosto e dicembre. Il pagamento invece deve essere effettuato entro il mese successivo alla scadenza: se quest’ultima è ad esempio il prossimo 30 marzo, il termine per versarlo sarà il 31 maggio. In caso di versamento ritardato si va incontro a una sanzione variabile, che sarà aggiunta all’importo originario (più gli interessi). Realizzando il saldo entro i 15 giorni successivi alla scadenza, il guidatore verserà una sanzione che sarà pari allo 0,1% della tassa (per ogni giorno di ritardo). L’importo dell’ammenda sale all’1,67% per un ritardo compreso fra i 30 e i 90 giorni, oltre agli interessi di mora, mentre dopo i tre mesi ed entro un anno dalla scadenza ammonterà al 3,75% dell’imposta originaria. Per periodi di tempo superiori all’anno scatterà una multa pari al 30% del tributo. La mancata corresponsione dell’imposta può portare invece al fermo amministrativo del mezzo e alla radiazione dal Pubblico Registro Automobilistico – un argomento di cui ci siamo occupati in "Bollo auto, radiazione del mezzo per chi non paga".

Esenzioni dal pagamento della tassa

Sono esentati dal versamento del bollo i proprietari di auto adibite al trasporto dei disabili (a prescindere che siano intestate al soggetto portatore di handicap o a uno dei suoi famigliari), i possessori di autoveicoli d'epoca ultratrentennali e di vetture elettriche (ma per i primi 5 anni dall’immatricolazione), mentre per quanto riguarda i veicoli ibridi, Gpl o a metano, l’eventuale esonero dipende dalla regione in cui il mezzo è stato registrato. Il guidatore che subisce il furto del mezzo nel mese di scadenza della tassa potrà evitare di corrispondere il suo rinnovo comunicando la perdita di possesso dell’auto o della moto al PRA. La sottrazione del veicolo permette all’utente di farsi rimborsare anche la parte di premio assicurativo non goduta, mentre se il contratto include la garanzia del Furto e Incendio potrà usufruire di un indennizzo pari al valore residuo del veicolo.

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A cura di: Paola Campanelli

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