Dieselgate, problemi sui veicoli dopo l’aggiornamento del software

08/02/2018

Lo scandalo dieselgate continua a coinvolgere migliaia di automobilisti del marchio Volkswagen, nonostante la campagna di richiamo della Casa tedesca per ripristinare le auto coinvolte.

Il problema riguarda le lamentele di un numero cospicuo di proprietari, che dopo l'aggiornamento del software hanno riscontrato diversi malfunzionamenti nelle loro vetture. La conferma arriva da Altroconsumo, che riporta i risultati di un sondaggio condotto in Spagna, Belgio, Portogallo e Italia: l’indagine, che ha coinvolto anche la Test Achats, la Deco ProTeste e l’OCU, ha analizzato le risposte di 3.849 clienti italiani, 2.952 belgi, 1.859 portoghesi e 1.924 spagnoli.

 Ricordiamo che la vicenda dieselgate è iniziata a settembre del 2015, quando il costruttore è stato accusata dall’EPA (Environmental Protection Agency), l'agenzia federale americana che certifica i consumi, di aver manomesso il software dei motori diesel in modo da diminuire drasticamente le emissioni di Nox (ossido di azoto) in sede di omologazione. Gli esemplari coinvolti sono quelli prodotti dal 2009 al 2015 con il propulsore EA189 che rispettano le normative Euro 4 e Euro 5 e appartengono ai brand Volkswagen, Audi, Seat e Skoda. Nella guida su strada, invece, si è dimostrato che le emissioni reali possono superare fino a quaranta volte i valori dichiarati.

 I problemi riscontrati.

 Il 45% dei proprietari ha notato malfunzionamenti del veicolo dopo l'intervento in officina, quali l’aumento dei consumi (55%), la perdita di potenza (52%), il funzionamento del motore più ruvido (37%) e le segnalazioni di errore nel computer di bordo (15%). Le riparazioni meccaniche hanno interessato nel 34% dei casi la valvola EGR, nel 23% gli iniettori e nel 22% il filtro antiparticolato. I vari brand del Gruppo tedesco non sembrano essere stati colpiti allo stesso modo, visto che i problemi si sono verificati nel 58% delle Seat, nel 51% delle Skoda e nel 46% delle Volkswagen, mentre solo il 38% delle Audi ha manifestato dei difetti dopo il fix. In Italia il 17% dei proprietari che ha notato cambiamenti ha contattato la Casa e nel 25% dei casi il costruttore ha riconosciuto che il problema era legato all'aggiornamento.

 La class action contro Volkswagen.

 Novantamila clienti del Gruppo hanno deciso di aderire alla class action promossa da Altroconsumo per ottenere dalla Casa tedesca un risarcimento. L’azione ha avuto il via libera a giugno del 2017 grazie al consenso dato dalla quarta sezione civile della Corte d’Appello di Venezia, che ha accertato la fondatezza delle ragioni dell’Associazione. A dare forza al ricorso ci sono le pronunce avvenute negli Stati Uniti, dove l’ammissione di colpa di Volkswagen ha portato un risarcimento tra i 5 e i 10 mila euro per ogni veicolo alterato.

 Tuttavia non mancano testimonianze che invece hanno appurato la validità degli aggiornamenti, un argomento di cui si può anche leggere nell’articolo "Emissioni Volkswagen, prime modifiche effettuate con successo". Si parla dei test eseguiti dal Touring Club Svizzero, che ha riportato i risultati delle prove effettuate su tre Audi A4 2.0 TDI e su una Volkswagen Golf con cambio manuale (anch’essa duemila di cilindrata), tutte equipaggiate con uno dei motori diesel incriminati.

 I collaudi, di cui abbiamo parlato nella news "Dieselgate, parte la class action italiana", hanno evidenziato che le prestazioni delle quattro auto con il software aggiornato sono le stesse di quelle registrate prime dell’intervento. Gli esami sul banco indicano chiaramente che la potenza non è diminuita e che i nuovi parametri della centralina rispettano le prescrizioni sui gas di scarico imposte dalla normativa di riferimento (Euro 5 per quei modelli). Sul fronte consumo, gli esperti hanno notato un piccolissimo aumento per la Golf, quantificato in 0,15 litri ogni 100 km, mentre per le Passat i valori si sono confermati sugli stessi livelli precedenti.

 Mercato Volkswagen ancora a gonfie vele.

Nonostante la vicenda delle emissioni alterate, la Casa di Wolfsburg ha superato Toyota e General Motors in termini di volumi di vendita e ha aumentato la sua redditività grazie agli investimenti in nuove tecnologie. “La crisi”, spiega Matthias Müller, CEO del Gruppo, “è stata un grosso problema, ovviamente, e ci è costata molto cara. Ma è stata una sorta di acceleratore per affrontare questioni che prima non erano affrontabili”.

A cura di: Paola Campanelli

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