eCall, l’Europa lo impone da marzo

27/01/2018

I dispositivi attivi e passivi che equipaggiano le auto sono oggi all’avanguardia, in quanto considerati una tecnologia capace di prevedere i comportamenti del veicolo e assistere la guida del conducente. Tuttavia, la sicurezza su strada è solo in parte assicurata dai sistemi presenti sul mezzo, visto che i comportamenti e la prudenza dell’automobilista restano fondamentali per prevenire i pericoli.

Più sicuri in strada con la Chiamata d’emergenza.

Come già anticipato nella news "Sicurezza in auto, eCall obbligatorio dal 2018", le Case costruttrici dovranno dotare i nuovi veicoli con l’eCall, la chiamata automatica in grado di segnalare ai soccorsi la posizione GPS (Global Positioning System) di un veicolo in panne oppure coinvolto in un sinistro stradale. Secondo la Commissione Europea, il congegno potrebbe salvare circa 2.500 vite ogni anno in tutta Europa, in quanto permette ai soccorsi di localizzare l’automobilista e intervenire con rapidità anche nel caso in cui le vittime non siano nelle condizioni di avvertire i soccorsi. La sua installazione sarà fondamentale per diminuire le migliaia di morti e feriti che ogni anno si contano sulle strade europee e che costano alla comunità circa 130 miliardi di euro.

Come funziona.

L’installazione dell’eCall sarà imposto a partire dal 31 marzo, data in cui diventerà attiva la disposizione approvata alla fine di aprile del 2015. Il sistema, attivabile anche manualmente, è in grado di riconoscere la gravità dell’incidente e lo stato di coscienza degli occupanti del mezzo. Queste informazioni, insieme ad altri dati, come la direzione di marcia e l’eventuale intervento degli airbag, vengono inviate al 112, il numero di emergenza europeo. Ricordiamo che ricevere un avviso immediato del verificarsi di un incidente può ridurre i tempi di risposta dei servizi di emergenza del 50% sulle strade extraurbane e del 40% nelle aree urbane. La tempestività sulla scena di un incidente permetterà anche di ripristinare più velocemente il traffico, riducendo di conseguenza la possibilità di collisioni secondare.

Qualche problema in Italia.

L’unico dubbio di questa nuova tecnologia riguarda l'intera infrastruttura satellitare per la chiamata, che sarà attiva solo nella seconda parte dell'anno. Il numero unico (112) non funziona ancora a pieno regime, nonostante i ripetuti solleciti dell'Unione europea e la multa inflitta al comune di Roma per non avere rispettato l’impegno come gli altri Stati membri.

L’Europa lo impone solo sulle quattroruote.

L’obbligo di dotazione riguarderà automobili private e veicoli commerciali leggeri, mentre solo in un secondo momento si deciderà se estenderlo anche ai mezzi pesanti (autotreni e autobus). Alcune Case costruttrici offrono il sistema già da tempo: secondo la Commissione europea dovrebbe costare un centinaio di euro, un prezzo destinato a scendere con la sua diffusione. La Commissione chiarisce che l’eCall non è una black box: non ci sarà quindi alcun problema a riguardo della privacy del conducente. “Il sistema 112 eCall”, spiegano in una nota i vertici europei, “rimane dormiente, ovvero non si connette alla rete mobile finché non avviene un grave incidente. Dunque, durante le normali operazioni il veicolo non è tracciato e non vengono trasmessi dati”.

La tutela di chi guida passa anche dall’RC Auto.

In tema di sicurezza è bene ricordare di rinnovare la copertura assicurativa del nostro veicolo: in caso di incidente l’automobilista non assicurato potrebbe avere non pochi problemi, in quanto sarà tenuto personalmente al risarcimento dei danni causati a persone o cose – per approfondire si può leggere la guida "Cosa accade se si circola con l'assicurazione auto, moto o autocarro scaduta?". La scelta della migliore polizza va ricercata su Segugio.it, il portale che confronta per conto dell’utente l’RC Auto delle diverse compagnie presenti sul mercato. Segugio.it è in grado infatti di individuare la giusta assicurazione per ogni profilo di assicurato, vale a dire quella che coniuga risparmio e completezza delle garanzie offerte.

A cura di: Paola Campanelli

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