Bollo auto: novità e conferme per il 2018

17/01/2018

Il bollo è una tassa di possesso obbligatoria a cui sono soggetti tutti i proprietari di veicoli a motore iscritti al PRA (il Pubblico Registro Automobilistico). Nell’articolo "Revisione auto? Sì, ma solo se si è in regola con il bollo", ricordiamo che la sua entrata in vigore era considerata una tassa di circolazione, dovuta solo a questo fine, tanto che non doveva essere corrisposta se il veicolo era fermo in un’area privata. Dal 1983 viene disciplinata come tassa di proprietà, da pagare in quanto imposta legata al possesso del mezzo.

Quando versarlo?

La scadenza del bollo auto cade nei mesi di aprile, agosto e dicembre. Il pagamento invece deve essere effettuato entro il mese successivo alla scadenza: se quest’ultima è stata lo scorso 31 dicembre, il termine per versarlo sarà il 31 gennaio di quest’anno. Questo iter si applica in 18 delle 20 Regioni italiane, visto che in Piemonte e in Lombardia il bollo deve essere rinnovato l’anno successivo all’immatricolazione dell’auto (ma sempre l’ultimo giorno del mese seguente alla scadenza). Quanto detto per i due territori vale anche per le moto, mentre per tutte le altre aree il termine cade nei mesi di gennaio e luglio.

Il calcolo dell’imposta può essere effettuato direttamente online sul sito dell'Agenzia delle Entrate, inserendo i dati che indicano la tipologia del veicolo e il numero di targa. Per quanto riguarda le modalità di erogazione, il bollo può essere versato tramite bollettino presso lo sportello delle Poste Italiane, nei tabacchi convenzionati e nelle delegazioni dell’Automobil Club Italia (o Agenzie di pratiche auto abilitate), nonché direttamente online con il servizio bollonet ACI.

I casi di esenzione.

La tassa di proprietà non è dovuta dai proprietari di auto adibite al trasporto dei disabili (a prescindere che siano intestate al soggetto portatore di handicap o a uno dei suoi famigliari), i possessori di autoveicoli d'epoca ultratrentennali e le vetture elettriche (ma per i primi 5 anni dall’immatricolazione). Per quanto riguarda i veicoli ibridi, Gpl o a metano, l’eventuale esenzione dipende dalla Regione in cui il mezzo è stato registrato.

Cosa succede se si ritarda il pagamento.

In questi casi si va incontro a una sanzione variabile in base ai giorni di ritardo, che sarà aggiunta all’importo originario (più gli interessi). Si possono prospettare i seguenti casi: realizzando il saldo entro i 15 giorni successivi alla scadenza, il guidatore verserà una sanzione che sarà pari allo 0,1% della tassa (per ogni giorno di ritardo). L’importo dell’ammenda sale all’1,67% per un ritardo compreso fra i 30 e i 90 giorni, oltre agli interessi di mora, mentre dopo i tre mesi ed entro un anno dalla scadenza ammonterà al 3,75% dell’imposta originaria. Per periodi di tempo superiori all’anno scatterà una multa pari al 30% del tributo. Il mancato versamento del bollo può portare al fermo amministrativo del mezzo e alla radiazione dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

Scatta invece il fermo amministrativo del mezzo quando il contribuente continua a non pagare la tassa dovuta nei successivi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale. Trenta giorni prima dell’iscrizione del fermo il contribuente moroso deve ricevere un preavviso, in mancanza del quale il fermo è illegittimo. Inoltre, in caso di mancato saldo delle cifre per più di tre anni consecutivi si rischia la radiazione del veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico – una notizia già riportata nella news "Bollo e documento unico: novità in arrivo per gli automobilisti".

Accertamento e prescrizione dell’imposta.

Da tener presente che la tassa di circolazione non è dovuta nel caso in cui il periodo per effettuare il versamento abbia superato i tempi della prescrizione. Il periodo è ancora quello riportato nella legge 296/06, secondo cui il contribuente che non ha ricevuto alcun sollecito o cartella di pagamento entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è diventato definitivo, non dovrà corrispondere alcun tributo.

E se il veicolo viene rubato?

Il guidatore che subisce il furto del mezzo nel mese di scadenza della tassa, potrà evitare di corrispondere il suo rinnovo comunicando la perdita di possesso dell’auto o della moto al PRA. La sottrazione del veicolo permette all’utente di farsi rimborsare anche la parte di premio assicurativo non goduta, mentre se il contratto include la garanzia del Furto e Incendio potrà usufruire di un indennizzo pari al valore residuo del veicolo.

A questo proposito ricordiamo che la scelta della migliore polizza RC Auto passa sempre da Segugio.it, il portale di comparazione che permette di individuare l’assicurazione più economica sul mercato e che meglio si adatta alle esigenze dell’assicurato.

A cura di: Paola Campanelli

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