Milano, stop ai veicoli fino a Euro 4. Ma come si individua la classe ambientale?

26/10/2017

Norme più severe nel bacino padano per risolvere i livelli di allerta causati dall’inquinamento del traffico. I provvedimenti per migliorare la qualità dell’aria, in vigore dal 1° ottobre nei comuni con più di 30 mila abitanti di Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, prevedono lo stop per i veicoli con le emissioni più alte fino al 31 marzo 2018.

In particolare le misure antinquinamento prese a Milano per il superamento del primo livello di allerta – quattro giorni consecutivi di Pm10 – stabiliscono che dal lunedì alla domenica, dalle 8,30 alle 18,30, è vietata la circolazione sia dei veicoli per il trasporto di persone alimentati a gasolio fino alla classe Euro 4 (inclusa) che dei mezzi commerciali diesel fino alla categoria Euro 3 (dalle 8,30 alle 12,30). Inoltre, in Area C da lunedì 16 ottobre è precluso in modo permanente l’accesso a tutti i veicoli diesel Euro 0, 1, 2, 3 e 4 senza il dispositivo FAP (Filtro Anti Particolato).

In generale le limitazioni non includono chi possiede un’auto immatricolata dal 2011, a partire da Euro 5, anche se alcune quattroruote targate dopo il 2009 rispettano già quest’ultima normativa.

Per accertarsi che la propria vettura non rientri nei blocchi basta controllare i codici di omologazione presenti sul libretto di circolazione. Il codice presente sulla carta di circolazione si individua al rigo V.9 del riquadro 2: le auto prive di marmitta catalitica, generalmente targate per la prima volta prima del 1993, non rispettano alcuna normativa Euro. Per le auto più recenti troviamo la dicitura “Euro 5” ed “Euro 6” per esteso, mentre per le Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4 la classe è nascosta da una combinazione alfanumerica.

Per questi ultimi casi potrebbe rivelarsi più semplice una verifica sul Portale dell’Automobilista, che mette a disposizione dei proprietari una sezione denominata Verifica Classe Ambientale che permette di sapere direttamente la categoria di appartenenza del mezzo interessato, semplicemente inserendo il numero di targa. In alternativa, è possibile rivolgersi al portale dell’ACI, inserendo la targa del veicolo o il codice di omologazione indicato dal libretto di circolazione dell’auto.

Ricordiamo che le normative sempre più stringenti impongono alle case costruttrici soglie di inquinanti sempre più bassi, ma i motori diesel hanno raggiunto un livello di evoluzione tecnica che potrebbe rendere particolarmente costosi e poco efficaci ulteriori interventi per ridurre le emissioni degli ossidi di azoto (NOx) e particolato.

Il fattore economico ha già inciso sulla scelta dei vari brand di abbandonare l’utilizzo dei motori a gasolio sul segmento delle citycar, inoltre la tendenza per i prossimi anni è quella di puntare su propulsori diesel di cilindrata superiore ai 1300 centimetri cubici. Non dimentichiamo lo sviluppo sempre più forte dei motori ibridi ed elettrici – la cui diffusione è stata affrontata nella news "Come sarà il futuro dell’automobile" – che sembrano l’unica soluzione per ottenere una congrua riduzione o l’azzeramento delle emissioni allo scarico.

La convenienza per le auto elettriche dovrebbe riguardare anche il prezzo, con la contrazione dei costi di produzione delle batterie dovuta al progresso tecnologico e alla loro maggiore diffusione. Attualmente le spese di mantenimento parlano di un vantaggio in termini di bollo e assicurazione, (che avevamo già riscontrato nella news "Auto ecologiche, si risparmia su bollo e assicurazione?"). Ricordiamo che con Segugio.it è possibile scegliere l’assicurazione RC Auto più economica sul mercato. 

Ipotizzando, ad esempio, di voler assicurare una Volkswagen e-up! (vettura elettrica, guidatore 40enne di Milano, prima classe di merito, percorrenza annua di 10 mila chilometri) si spenderebbero solo 172,18 euro grazie ad Italiana Assicurazione, che offre una copertura con una formula di guida libera. Nel caso in cui il veicolo sia condotto da persona in stato di ebbrezza, la compagnia rinuncia totalmente alla rivalsa, così come in caso di trasporto di persone non conforme alle disposizioni vigenti.

A cura di: Paola Campanelli

Parole chiave: auto, euro 4, classe ambientale, rc auto
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