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Controlli RC Auto, ancora lontana l’omologazione dei velox fissi

Pubblicato il 10/06/2017

A quasi due anni dalla dematerializzazione del contrassegno assicurativo, di cui si può leggere nella news "Auto, addio al tagliando assicurativo", si registra ancora una grave carenza dei controlli automatizzati per la verifica della copertura RC Auto.

A introdurli è stato un disegno di legge dell’ottobre 2015 che ha previsto la possibilità di rilevare la violazione sull’obbligo della responsabilità civile verso terzi attraverso dispositivi come autovelox fissi, tutor e telecamere posizionate presso i varchi delle ZTL (Zona a Traffico Limitato), il tutto senza la presenza del personale di polizia stradale.

Il passaggio dalla teoria alla pratica è frenato dalla necessaria omologazione degli strumenti di videosorveglianza, che impedisce di emettere le sanzioni. Dell’argomento si è già parlato nell’articolo "Nessuna copertura RC Auto? Multa nulla se non c’è l’agente", in cui una circolare del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) sottolinea la necessaria presenza dell’agente per contestare la violazione.

A oggi dunque, per effettuare le verifiche si devono utilizzare solo i dispositivi in dotazione alle pattuglie, dove la presenza costante delle Forze dell’Ordine permette di notificare istantaneamente l’infrazione, oppure di documentare la causa della mancata contestazione immediata che si rileva quando l’operatore non è nelle condizioni di poter fermare il trasgressore.

L’omologazione dei dispositivi fissi sarebbe un ulteriore aiuto per stanare le auto sprovviste di una regolare polizza. Il dato nazionale - approfondito nella news "In continua crescita il numero di veicoli non assicurati"- dice che la quota di autoveicoli non in regola è salito a circa 5 milioni, contro i 3,5 milioni del 2014 e i poco più di 2 milioni del 2013. Lo spaccato territoriale vede il fenomeno attestarsi soprattutto nel Sud d’Italia, con Napoli che si distingue per essere la provincia meno assicurata (il 25,6% delle auto scoperte a fronte di 1,2 milioni di esemplari circolanti).

Come ricordato nella guida "Cosa accade se si circola con l'assicurazione auto scaduta?", la sanzione per chi circola senza copertura assicurativa varia tra gli 841 euro e i 3.287 euro, oltre al sequestro del veicolo. Il trasgressore potrà riavere il mezzo pagando la sanzione, le spese di custodia e il premio di assicurazione per un periodo non inferiore ai sei mesi. La multa sarà decurtata di un quarto della somma prevista solo se la polizza è riattivata entro 30 giorni dalla scadenza, oppure se il proprietario decide di rottamare la quattroruote entro un mese dalla scadenza della contestazione.

È importante ricordare che, nonostante sia cessato l’obbligo di esporre il tagliando sul parabrezza, resta in vigore quello di conservare in auto il certificato assicurativo. Quest’ultimo, come stabilito dall’articolo 180 del Codice della Strada, permette agli accertatori di verificare immediatamente la validità della polizza. L’automobilista, nel caso in cui le banche dati non siano momentaneamente accessibili, può così dimostrare di aver rispettato l’obbligo.

Tuttavia, una circolare del Ministero dell'Interno dello scorso 1 settembre, chiarisce che il certificato da esibire non deve essere necessariamente l'originale, poiché la prova di essere in possesso di una assicurazione può essere data anche tramite una fotocopia o il file in digitale sullo smartphone (una notizia riportata nell’articolo RC auto, il cartaceo serve ancora).

Un modo per risparmiare sull’RC Auto, evitando così eventuali costose sanzioni per la mancata copertura, è quello di effettuare una comparazione su Segugio.it, il portale che permette agli utenti di scegliere le offerte più economiche delle principali compagnie.

A cura di: Paola Campanelli
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