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Car sharing, quando conviene?

Pubblicato il 02/06/2017

Il car sharing continua a crescere in Italia, come abbiamo già trattato nella news "Car sharing, crescono i servizi per gli utenti", diventando per alcuni cittadini un servizio di cui non fare più a meno.

A testimoniarlo è il trend crescente del numero di iscritti alle varie società che per la prima volta nel 2016 ha superato il milione di persone arrivando a segnare +70% sul 2015, con le 6.000 vetture proposte dagli operatori che sono state noleggiate 6,27 milioni di volte. I dati sono stati diffusi da ANIASA (l'Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e Servizi Automobilistici), secondo cui Milano e Roma si confermano le città leader in Italia con un peso del business che sfiora l’80% del totale. Tra le province emergenti ci sono Torino e Firenze,

che nel 2016 hanno visto crescere il numero dei noleggi del 33%.

Il dato su cui riflettere è che gli utenti vedono il car sharing più come un’alternativa ai mezzi pubblici e al taxi più che alla vettura di proprietà. Il 55% degli intervistati dichiara di noleggiarla per sostituire il trasporto locale, considerato meno flessibile, mentre il 40% lo fa in sostituzione dell’auto personale per il vantaggio della maggiore facilità di parcheggio.

Secondo gli esperti l’utilizzo di una vettura condivisa risulta vantaggiosa rispetto all’auto di proprietà solo se durante i 12 mesi non si supera una certa soglia di percorrenza, che diventa più alta al crescere del segmento di appartenenza del mezzo. Il car sharing conviene infatti a quegli automobilisti che percorrono meno di 5.200 chilometri l’anno per le citycar (segmento A), per le utilitarie (segmento B) invece il valore deve essere inferiore ai 6.000 chilometri l’anno e per una quattroruote media (segmento C) o grande (segmento D ed E) si parla rispettivamente di meno di 8.300 o 11.800 chilometri.

Dall’indagine emerge che il profilo dell’utente-tipo del car sharing è un lavoratore dipendente tra i 35 e i 40 anni (nel 55% dei casi), uomo (66%) e che usa l’auto condivisa soprattutto tra il lunedì e il venerdì (55%).

I dati forniti dalle varie società evidenziano anche che il 60% dei clienti utilizza il servizio per lavoro e in una fascia oraria tra le 7 e le 12 del mattino, mentre la finalità fabbisogno personale riguarda il fine settimana tra le 16 e le 19 (17%) e tra le 21 e mezzanotte (19%). A Roma e a Milano la fascia notturna interessa il 28% delle prenotazioni, in particolare gruppi di giovani che prendono una sola vettura.

Intanto si sviluppano nuove servizi che creano maggiori vantaggi per i clienti: l’ultimo è proposto dalla società DriveNow (la joint venture tra BMW e Sixt SE) e ha il fine di azzerare i tempi di attesa grazie a una funzione che facilita il passaggio dell’auto da un automobilista ad un altro. Si chiama Handshake (letteralmente “stretta di mano”) ed è già a disposizione dallo scorso 15 maggio per gli oltre 70.000 clienti di Milano. Il guidatore sceglie tramite l’App la destinazione prescelta e imposta il nuovo servizio tramite l’opzione Offri l’auto a destinazione. In questo modo comparirà sullo smartphone degli interessati la disponibilità del veicolo in corrispondenza del luogo selezionato dall’utente, oltre all’orario di arrivo stimato. Il cliente in attesa può così prenotare una macchina, senza costi aggiuntivi, al momento ancora in uso: chi è alla guida invece è informato dell’impegno tramite un messaggio sul display dell’auto.

Il guidatore o l’utente successivo possono comunque annullare l’opzione, visto che entrambe le parti vengono immediatamente informate. “Handshake”, spiega Andrea Leverano, Managing Director di DriveNow Italia, “è un accordo non vincolante tra due utenti che non pone l’obbligo di noleggiare un’auto, ma semplicemente garantisce un risparmio di tempo, evitando la ricerca di posti auto disponibili. In più, le vetture libere aumentano. I risultati delle prime due settimane sono incoraggianti, con ben 300 attivazioni di Handshake da parte degli utenti che hanno iniziato un noleggio”.

A cura di: Paola Campanelli
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