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Crescono le spese di manutenzione e riparazione dell’auto

Pubblicato il 22/05/2017

Automobilisti più attenti alla cura delle loro auto secondo l’ultima indagine di Autopromotec, la struttura di ricerca della rassegna espositiva di attrezzature e aftermarket automobilistico.

La ricerca traccia un bilancio delle spese di manutenzione e riparazione dell’auto, evidenziandone un incremento nel 2016 del 3,9% rispetto all’anno precedente: durante i 12 mesi dello scorso anno i costi sono saliti a 29,4 miliardi di euro.

Si tratta di un dato positivo per il settore dell’autoriparazione, i cui bilanci negli anni di crisi del settore automotive hanno registrato un trend negativo. I numeri degli anni precedenti parlano di una contrazione della spesa nel 2012 (-10,5%) e 2013 (-1,1%), per poi ripartire nel 2014 con una crescita dell’1,4% (ed un fatturato stimato a 27,1 miliardi di euro) e salire a 28,4 miliardi di euro nel 2015 (+4,8%).

Dell’argomento si è parlato anche nella news "Manutenzione auto, le abitudini in Italia e all’Estero", in cui si specifica che gli interventi più domandati dagli automobilisti riguardano la meccanica (il 58,41% del totale lavori effettuati) e i lavori di carrozzeria (19%).

Molti sono i fattori che hanno inciso sulla crescita della spesa manutentiva. Ad influenzare l'andamento del settore dell'autoriparazione è stata sia la favorevole evoluzione della situazione congiunturale, con i primi segnali di ripresa economica del Paese, che l'adozione di strumenti e tecnologie all’avanguardia. Quest'ultimo aspetto ha provocato un aumento dei prezzi per le riparazioni, che secondo il bollettino Autopromotec hanno fatto segnare un +1,1%. Tale variazione è stata calcolata tenendo conto anche del costo dei pezzi di ricambi. 

Un'altra ragione che ha contribuito ad alzare la spesa presso le officine è l'aumento del parco auto circolante. La crescita in Italia del numero di autoveicoli (oltre 41 milioni secondo le rilevazioni aggiornate dell’ACI) ha però incrementato la percentuale di vetture più anziane, che si trovano soprattutto nella parte meridionale della Penisola – una tendenza riportata nell’articolo "Nel sud Italia il parco circolante più vecchio d’Europa". L’entità del fenomeno a livello nazionale viene rilevata dall’Osservatorio di Segugio.it, secondo cui l’età media delle quattroruote è salito a 10,2 anni, con il 73,87% del totale circolante che è immatricolato da più di 6 anni.

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Il progressivo invecchiamento fa sì che le vetture necessitino di maggiori e più frequenti cure meccaniche: gli interventi eseguiti nel 2016 sono infatti cresciuti dell'1,3% rispetto al 2015. Il crescere dell’assistenza in officina è dettato anche da una maggiore attenzione al mezzo da parte dei proprietari, i quali hanno capito che trascurare l’auto può portare danni costosi in futuro e situazioni di pericolo per la sicurezza propria e degli altri guidatori.

Piccoli interventi di cura dell’auto possono infatti evitare al guidatore di dare fondo alle proprie finanze in futuro. Importante è il cambio dell’olio, che se eseguito a intervalli chilometrici o di tempo prestabiliti mantiene in piena efficienza il motore e allunga notevolmente la vita del mezzo. Un intervento da tenere a mente è quello del controllo della cinghia di distribuzione, che equipaggia soprattutto auto di media e bassa cilindrata. La cinghia potrebbe rompersi se non si rispetta l’intervallo di sostituzione indicato nelle specifiche del costruttore (in media ogni 80-100 mila km), provocando importanti danneggiamenti del motore.

Infine, per la sicurezza è fondamentale fare attenzione all’usura dei freni, verificando che durante la frenata non si sentano strani rumori metallici.

A cura di: Paola Campanelli
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