Confronto sul mercato RC in Europa

L’ANIA, acronimo che sta per Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici e che è appunto l’associazione delle compagnie assicurative che operano in Italia, ha recentemente commissionato una ricerca sul differenziale di prezzo fra le polizze rc auto vendute a clienti privati in Italia e quelle vendute in altri 4 grandi paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito).

Il confronto è stato effettuato per ANIA dalla multinazionale della consulenza Boston Consulting Group fra settembre e novembre 2013 ed ha evidenziato che la differenza di costo dell’assicurazione auto fra l’Italia e gli altri paesi europei oggetto d’analisi è notevole (e cioè: nel nostro si paga di più) individuandone le cause in vari oneri che, stratificatisi nel tempo, sono diventati difficili da eliminare. Primo fra tutti l’onere del costo dei danni alla persona, cui va aggiunto il peso delle frodi non rilevate (il doppio rispetto a quelle degli altri paesi presi come riferimento) e il basso livello di riparazioni tramite carrozzerie convenzionate, oltre che l’elevato numero di veicoli circolanti senza assicurazione.

I risultati dello studio condotto da BCG non sorprendono: sono ormai diversi anni che analisi di questo tipo, puntualmente riportate dai principali mezzi di comunicazione, ripetono che i prezzi RC auto e moto praticati in Italia sono superiori rispetto alla media europea. Adusbef Federconsumatori, tanto per citarne uno, ha recentemente diffuso dei dati che evidenziano che dal 1994 al 2012 il costo delle polizze obbligatorie di responsabilità civile è cresciuto del 245% per le automobili e del 480% per i motocicli.

Il motivo principale di interesse dell’analisi condotta da BCG è quindi un altro, e cioè il fatto che ci consente di indagare più a fondo i motivi di un differenziale di costo così elevato: considerando la media del periodo 2008/2012 si parla infatti di un +45% per il prezzo medio della polizza auto e di un +46% per il prezzo medio di una polizza moto.

Entrando nello specifico dello studio, gli elementi chiave sono stati raggruppati in 4 macro-aree, che sono le principali aree di differenziazione rispetto all’Europa, dove si potrebbe intervenire per ottenere una sensibile riduzione dei costi:
  1. danni alle persone
  2. rischio stradale e comportamenti alla guida
  3. frodi
  4. danni alle cose

Danni alle persone

Rientrano un questa categoria l’alta incidenza dei contenziosi e i risarcimenti in caso di morte, che in Italia sono 4 volte più elevati rispetto agli altri paesi. Anche il livello del danno non patrimoniale è più alto di circa il doppio rispetto alla media.

Rischio stradale/Comportamenti

Sembra un luogo comune, ma la ricerca lo conferma appieno: in Italia la circolazione è più rischiosa (il numero di morti per incidenti stradali è superiore), e sicuramente i comportamenti dei guidatori italiani non aiutano. Infatti l’uso del cellulare alla guida è 5 volte maggiore che all’estero, mentre solo il 10% di chi siede sui sedili posteriori usa la cintura contro il 90% degli altri paesi. Inoltre, in Italia circolano più motocicli, che a parità di percorrenza in km registrano il doppio degli incidenti delle auto e 10 volte le morti.

Frodi

Ecco un altro capitolo spinoso: l’incidenza delle frodi non rilevate sui costi, che è doppia rispetto agli altri paesi anche a causa di un limitato sviluppo degli strumenti di contrasto, e l’alto numero di mezzi non assicurati che arrivano all’8% circa dei veicoli circolanti in Italia mentre la media europea si assesta intorno al 3%. Infine, lo studio registra una presenza diffusa del colpo di frusta, altro elemento che contribuisce ad appesantire il peso la polizza di responsabilità civile (peso che comunque va calando dopo l’introduzione nel marzo del 2012 di un nuovo regolamento istituito dalla legge Monti numero 27, grazie al quale le assicurazioni hanno di fatto cancellato il risarcimento per le “lesioni micropermanenti” come appunto il colpo di frusta).

I veicoli non assicurati

Veloce approfondimento in merito a questo punto: forse non tutti sanno che sul portale dell’automobilista è possibile verificare se il veicolo è assicurato o meno semplicemente inserendo il numero di targa.

Sono quasi quattro milioni i veicoli che circolano in Italia senza assicurazione RC. Questo è dovuto agli effetti combinati della crisi economica e del peso eccessivo della spesa per l’RC auto sullo stipendio medio dei cittadini italiani rispetto alla media europea (dove, tra l’altro, l’onere fiscale sul prezzo della polizza è del 17% contro il 24% dell’Italia). Contro il caro-polizza fai un preventivo per la tua assicurazione auto su Segugio.it e abbassa il costo della tua polizza in soli tre minuti.

L’istituzione dal 15 febbraio 2014 di un archivio unico centrale delle assicurazioni presso la Motorizzazione Civile grazie all'incrocio di tutti i dati in possesso del ministero delle Infrastrutture e delle compagnie assicurative fornirà in tempo reale a ministero e forze dell'ordine nomi degli intestatari e numeri di targa delle auto prive di copertura assicurativa. Inoltre un’altra novità è la possibilità di controllare lo stato della polizza con l’elettronica e non facendo più affidamento sul solo tagliando cartaceo, facilmente falsificabile: entrambe le misure dovrebbero dare risposta al problema dei veicoli non assicurati e –si spera- contribuire a un graduale abbassamento dei costi.

Danni a cose

Qui lo studio evidenzia che la struttura del mercato dei riparatori, frammentata e poco efficiente, insieme al basso tasso di riparazione in reti convenzionate con le compagnie, sono fattori che contribuiscono ad alzare il prezzo delle polizze. L’analisi conclude affermando che nel quinquennio considerato il 60% della differenza di prezzo è data dal costo dei sinistri, un altro 24% da tasse, e il restante 16% dalla somma delle diverse voci di distribuzione, marketing e costi di amministrazione.

Risparmiare grazie alla comparazione fra più compagnie

In merito a questi dati si è espresso anche Emanuele Anzaghi, Vicepresidente di Segugio.it, che ha dichiarato: “Lo studio ci pare molto utile per fare chiarezza, e a ragione l’ANIA sostiene che il caro-polizza è prevalentemente legato a fattori che non dipendono dalle Compagnie di assicurazione (come le tasse o i rimborsi che vengono stabiliti dai tribunali). Tuttavia sarebbe opportuno fare riferimento anche alla limitata concorrenza/mobilità degli assicurati nel nostro Paese. Una maggior concorrenza contribuirebbe, infatti, a ridurre la componente di costi di distribuzione, marketing e utile (che vale il 16% del differenziale con l’Europa) e ad innescare un circolo virtuoso in cui tutti i soggetti coinvolti (a partire dalle Compagnie) contribuiscono alla soluzione del problema dei sinistri. Non a caso l’azione dei comparatori – a partire da Segugio.it – sta già contribuendo ad abbassare i prezzi.”

E allora il suggerimento è di seguire il consiglio di Emanuele Anzaghi: confrontare le assicurazioni auto e moto per risparmiare sui costi della polizza.

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