Contrassegno assicurativo: va esposto?

05/09/2017

Gli ultimi anni hanno portato una profonda svolta per il settore assicurativo che nell’era 2.0 ha accolto come altri comparti il fenomeno della digitalizzazione.

Un passo importante è stato segnato dall’abolizione dell’obbligo di esporre il tagliando cartaceo sul parabrezza dell’auto, pratica che attestava la regolarità della polizza RC Auto. Il provvedimento, che rientra nella disposizione sulla dematerializzazione dei documenti assicurativi, è entrato in vigore nell’ottobre del 2015 con l’obiettivo principale di contrastare la contraffazione dello stesso contrassegno.

Dell’argomento ci siamo già occupati nella news "Assicurazione auto, sparisce il tagliando dal parabrezza", dove si sottolinea che in futuro il certificato giallo avrebbe avuto solo finalità informative. Qualche mese prima la dematerializzazione era stata applicata all’attestato di rischio, un’operazione che ha permesso alle imprese di ridurre i costi complessivi dell’attività: gli automobilisti non lo ricevono più a casa entro 30 giorni dalla scadenza della polizza, ma lo trovano direttamente online in un’area dedicata sul sito della compagnia.

Il disegno di legge con cui è stato abolito il contrassegno ha previsto nuovi controlli sulla regolarità assicurativa, effettuati attraverso un procedimento elettronico che si basa sul numero di targa del mezzo. Tutte le informazioni sulla copertura sono rese disponibili alle Forze dell’Ordine grazie alla banca dati della Motorizzazione civile, che viene aggiornata in tempo reale dalle compagnie di assicurazione. Le agenzie sono tenute infatti a trasmettere le informazioni sui contratti stipulati, in modo da evitare eventuali segnalazioni errate. Resta obbligatorio per il guidatore custodire a bordo del veicolo il certificato di assicurazione, il documento cartaceo che attesta ufficialmente l’esistenza di una polizza RC.

Tuttavia, come anticipato nell’articolo "Controlli RC Auto, ancora lontana l’omologazione dei velox fissi", si registra una carenza degli accertamenti automatizzati per stanare i veicoli non in regola, a causa della mancata omologazione dei dispositivi di rilevazione fissi (autovelox, tutor e telecamere posizionate presso i varchi delle Zone a Traffico Limitato). Le verifiche possono attualmente essere effettuate solo con i dispositivi in dotazione alle pattuglie, dove la presenza costante degli agenti permette di notificare istantaneamente l’infrazione.

La dematerializzazione dei documenti assicurativi sembra comunque aver portato conseguenze positive, vista la diminuzione del numero di auto che circolano senza assicurazione – anticipato nella news "RC Auto: più automobilisti virtuosi e meno evasione assicurativa". A riferirlo è l'ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) che ha stimato per il 2016 circa 2,9 milioni di vetture prive di una regolare polizza (pari al 6,7% del totale circolante), una cifra in diminuzione rispetto ai 3,4 milioni del 2015. La percentuale raggiunge una punta massima del 10,7% nelle province del Sud (era l'11,1% nel 2015) mentre al centro Italia e al Nord l'incidenza è stata pari rispettivamente al 6,6% (era l'8,2%) e al 4,3% (5,2%).

Ricordiamo ancora una volta che i guidatori sorpresi a circolare senza una valida copertura rischiano una multa compresa tra gli 841 e i 3.287 euro oltre al sequestro del veicolo, che sarà depositato in un luogo non soggetto a pubblico passaggio (così come previsto dall’articolo 193 del Codice della Strada).

Per risparmiare sull’assicurazione auto è sempre bene simularne la stipula su Segugio.it, il portale che consente di confrontare le migliori tariffe delle principali compagnie che operano sul territorio nazionale. Ad esempio, la rata più bassa per assicurare una Volkswagen Golf 1.6 TDI 110 CV 5 porte Comfortline BlueMotion Technology (acquistata da un 40enne di Verona che staziona in prima classe di merito da più anni, nessun incidente negli ultimi 5 anni, percorrenza media annua di 20.000 chilometri) è quella proposta da Zurich Connect, che consente all’utente una spesa annua di 225,48 euro. L’agenzia offre una formula di guida esperta (maggiori di 25 anni) e applica un massimale di 7,5 milioni di euro sia per danni alle cose che per quelli alle persone.

A cura di: Paola Campanelli

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